Gli spezzoni pari o inferiori le 6 ore attribuiti da GI non possono essere “fino al termine delle lezioni”

Maria Antonietta – sono stata convocata dalla graduatoria d’istituto di III fascia per la docenza di uno spezzone di 4 ore fino a giugno, poiché erano ore residue non utilizzate dall’USP. Essendo risultata destinataria ho preso servizio e la scuola  ha stipulato un contratto fino al 7 giugno, il termine delle lezioni, anziché al 30 giugno, il termine delle attività didattiche. Mi chiedo se è corretto e se è dovuto al fatto che le classi interessate sono I e II media, esclusa la III e quindi non sarò impegnata con gli esami del I ciclo.

Ho il dubbio però che la segreteria possa essere in errore. Siccome non ho ancora firmato il contratto, chiedo cortesemente di avere una risposta certa nel più breve tempo possibile, così da poter intervenire in caso di errore della scuola. Ringraziando per l’attenzione e per il valido aiuto che ci viene offerto ogni giorno, invio i più cordiali saluti.

Maria -Sono una docente precaria (A245/A246). Ho ricevuto una  convocazione per uno spezzone di 6 ore fino al 30 giugno 2013 presso una scuola di I grado. Dopo aver accettato l’incarico la  preside mi ha comunicato che il contratto avrà scadenza 10 giugno con  eventuale proroga non continuativa ma solo per i giorni in cui sarò  impegnata per gli scrutini e gli esami. Secondo la preside, nel  regolamento riguardante gli spezzoni, la frase < fino al termine  delle attività didattiche> e’ da intendersi non fino al 30/06 ma fino  all’ultimo giorno di lezione con proroga non continuativa. Poiché non  si tratta di una supplenza breve o temporanea ma di uno spezzone libero, la scadenza non dovrebbe essere al 30 giugno? Inoltre la preside mi ha prospettato la possibilità di rinunciare allo spezzone nel caso non accettassi le sue condizioni contrattuali.

Paolo Pizzo – Gentilissime,

l’art. 1, comma 4, del  D.M. n. 131 del 13.6.2007 prevede che  le ore di insegnamento  pari o inferiori a 6 ore settimanali,  che non abbiano contribuito a costituire cattedre, siano “restituite” ai Dirigenti Scolastici i quali, in applicazione dell’art. 22,  comma 4 della legge Finanziaria 28.12.2001 n. 448, dopo la conclusione delle operazioni di  supplenza a livello provinciale le assegneranno, con il loro consenso, ai docenti in servizio nella scuola, in possesso di abilitazione, nel seguente ordine:

  • prioritariamente al personale con contratto a tempo determinato avente titolo al completamento di orario;
  • successivamente, al personale con contratto a tempo indeterminato e determinato con orario completo, attribuendo fino ad un massimo di 6 ore aggiuntive oltre l’orario d’obbligo;
  • infine, nel caso in cui siano rimaste ancora ore residue dopo le precedenti operazioni, le ore stesse saranno attribuite a nuovi supplenti mediante l’utilizzo delle graduatorie di istituto.

Tali ore sono retribuite dal Tesoro con un trattamento economico pari a 1/18 dello stipendio tabellare in godimento, compresa la tredicesima mensilità e l’I.I.S. Se presenti in organico di diritto, le ore vanno retribuite al 31 agosto (ovviamente ciò non si applica al supplente a tempo determinato con contratto al 30/6).

Dal quadro esposto non è possibile che tali ore una volta assegnate dalle GI si “trasformino” da supplenze al 30/6 a supplenze “fino al termine delle lezioni”.

Inoltre, se, come dice il Dirigente, “termine delle attività” equivale a “termine delle lezioni” allora non si capisce perché lo stesso regolamento, all’art. 1, comma 2, quando dice che “Per l’attribuzione delle supplenze annuali e delle supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche, si utilizzano le graduatorie ad esaurimento di cui all’articolo 2 ” debba invece intendere 30 giugno.

Eppure la dicitura è la stessa.

Giova inoltre ricordare che le supplenze “fino al termine delle lezioni” sono quelle brevi e temporanee disposte dai dirigenti per la sostituzione di un titolare assente (malattia, maternità o aspettative varie che lasciano il posto disponibile dopo il 31/12 e per tutto l’anno), ma non uno spezzone pari o inferiore le 6 ore restituito alla scuola dall’UST.

Quello spezzone non è una “supplenza breve”.

Pertanto, i contratti devono essere al 30/6 e pagati direttamente dal MEF.

 

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