L’assenza per donare il sangue non può essere ricondotta alla malattia

Eugenio – Il permesso retribuito per donazione sangue deve essere usufruito come un  giorno di malattia? In attesa, distinti saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Eugenio,

a sensi dell’art. 15/7 del CCNL del Comparto Scuola “Il dipendente ha diritto, inoltre, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge”.

È il caso del permesso retribuito per donatori di sangue.

Il diritto al riposo per chi dona il sangue è regolato dalla Legge n. 584 del 13 luglio 1967, art. 1; dal D.M. del 8 aprile 1968; dalla Legge n. 107 del 4 maggio 1990, art. 13; per l’accredito dei contributi figurativi, dall’art. 8 della legge 23 aprile 1981, n. 155.

Il dipendente a tempo indeterminato, determinato (anche se supplenza breve) o a tempo parziale, che sia donatore di sangue e/o di emocomponenti ha diritto di astenersi dal  lavoro per l’intera giornata in cui effettua la donazione, conservando la normale retribuzione.

In tali ipotesi, il dipendente è tenuto a comunicare preventivamente l’assenza all’ufficio personale ed  a produrre, al suo rientro in servizio, idonea certificazione rilasciata dalla struttura sanitaria autorizzata  dal Ministero della Sanità con l’indicazione dell’avvenuta donazione nonché  il giorno e l’ora del  prelievo.

Il permesso in parola è disposto da una norma specifica e il dipendente non potrà ricorrere a permessi stabiliti dal CCNL/2007 (es. permesso per “motivi familiari personali”) né tanto meno alle ferie o alla malattia, ma solo ed esclusivamente alla giornata di permesso retribuita stabilita dalla Legge n. 584 del 13 luglio 1967, art. 1; dal D.M. del 8 aprile 1968; dalla Legge n. 107 del 4 maggio 1990, art. 13.

Una volta effettuata la donazione dovrà farsi rilasciare, dal medico che ha effettuato il prelievo, un certificato, che presenterà a scuola, su carta intestata del centro (ricordiamo che la struttura sanitaria dev’essere autorizzata dal Ministero della Sanità) presso il quale è stato effettuato il prelievo a titolo gratuito dal quale risultino i dati anagrafici del donatore, gli estremi di un documento di riconoscimento, data e ora del prelievo, quantitativo prelevato (almeno 250 grammi).

Detto quantitativo dovrà risultare necessariamente dalla certificazione rilasciata dal centro trasfusionale.

Pertanto, essendo un permesso specifico stabilito da una norma di  legge in cui peraltro è specificato che il permesso è retribuito, in nessun caso l’assenza potrà essere riconducibile alla malattia o qualsiasi altra tipologia di permesso.

Posted on by nella categoria Assenze, Permessi e aspettative
Versione stampabile
ads ads