Riposi per allattamento: quando la madre del bambino non si sente tutelata

Daniela – terminato la maternità rientro con  l’allattamento….ho proposto l’orario di  servizio al Dirigente,ma la stessa senza tener conto dell’esigenze di mia  figlia ha respinto la domanda imponendomi un orario legato solo ad esigente di  servizio. nella mia scuola l’orario è articolato in giornate in cui si svolgono 4 ore e  15 minuti ed altre da 6 ore,quindi io avrei diritto ad un’ora nel primo caso e  2 nel secondo.

La Dirigente ha respinto scrivendomi che l’orario sett.nella scuola dell’Infanzia è di 25 ore,pertanto a me tocca un’ora al giorno,in pratica ha  modificato l’orario di servizio solo a me,imponendomi 5 ore al giorno. Quindi quando dovrei fare le 4 ore e un quarto ne faccio 5 uscendo addirittura  quasi un’ora dopo,rispetto alle 3 ore e un quarto. Così io allatterei mia figlia sempre tardi! Lei ha posto tutte esigenze di servizio,imponendo 2 giornate fisse sempre con  orario mattutino,le altre al pomeriggio ed affermando che non potrei uscire alle  11,30 come previsto per svolgimento laboratori d’intersezione…..ma gli stessi  possono terminare anche 5 minuti prima?poi io devo garantire un’ora di  compresenza come stabilito dal Consiglio di Circolo e non uscire prima…. L’accordo dov’è ?mi aiutate? grazie è urgente….

Paolo Pizzo – Gentilissima Daniela,

analizziamo i due aspetti che si evincono dal quesito.

Diritto ai riposi e accordo con il Dirigente 

Il dipendente che chiede di fruire dei riposi giornalieri è titolare di un vero e proprio diritto potestativo: non si tratta, dunque, di assenze che debbano essere autorizzate discrezionalmente dal Dirigente.

I riposi giornalieri previsti dal T.U. 151/01 (artt. 39 e 40) e dal Contratto Scuola (artt. 12/1 e 19/4) spettano a tutto il personale della scuola:

docenti, educatori ed ATA di ogni ordine e grado assunti a tempo indeterminato e determinato (anche se per “supplenza breve” o “fino avente titolo”) compreso il personale in regime di part time.

Spettano alla madre lavoratrice solo fino al compimento del 1° anno di età del figlio (compreso il giorno del 1° compleanno) o entro il primo anno dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato. Non esiste proroga oltre tali termini.

I riposi devono assicurare al dipendente la possibilità di provvedere all’assistenza diretta del figlio, poiché la norma intende in primo luogo tutelare l’assistenza diretta del minore, tuttavia la loro distribuzione dell’orario di lavoro deve essere  concordata con il Dirigente, secondo i principi generali di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto di lavoro, mettendo comunque al primo posto le esigenze del richiedente.

I riposi non possono subire spostamenti o soppressioni in relazione a particolari esigenze di servizio (Corte di Cassazione – sez. lavoro – Sentenza n. 7800/1986 e n. 3187/1987).

In  caso  di  mancato  accordo  tra  dipendente  e  Dirigente,  la  distribuzione  dei  riposi  sarà determinata dall’Ispettorato del Lavoro.

Orario di lavoro

L’art. 39 del T.U. fa riferimento esclusivamente all’orario giornaliero e non settimanale e intatti recita:

“Il datore di lavoro deve consentire alle lavoratrici madri, durante il primo anno di vita del bambino, due periodi di riposo, anche cumulabili durante la giornata. Il riposo e’ uno solo quando l’orario giornaliero di lavoro e’ inferiore a sei ore.”

Pertanto, Il permesso è subordinato esclusivamente all’orario di lavoro giornaliero e non settimanale e le ore di riposo devono essere così ripartite:

  • Se la giornata di lavoro è pari o superiore a 6 ore il riposo sarà di 2 ore (anche cumulabili);
  • Se la giornata di lavoro è inferiore a 6 ore il riposo è di 1 ora.

Quindi il riferimento delle 25 ore settimanali non rileva ai fini dei riposi, ma rileva solo l’orario giornaliero della docente. Oltretutto cambiarti l’orario giornaliero per le sole esigenze di servizio facendo così risultare sempre un’ora di riposo al giorno ci sembra che non vada nella direzione stabilita dalla norma ovvero quello di salvaguardare in primis le esigenze del bambino.

In conclusione, ti consiglio intanto di riparlare con il Dirigente e di avanzare le tue proposte e le tue esigenze. Laddove ciò non dovesse andare a buon fine e la situazione per te non è agevole ti consiglio di rivolgerti all’Ispettorato del Lavoro.

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