Assenza per visita specialistica imputata a malattia: i giorni del viaggio sono considerati a tutti gli effetti “malattia”

Francesca – Le scrivo per avere un riferimento normativo in merito ad un problema personale. Circa due mesi fa, in seguito ad una brutta caduta, sono stata operata al braccio sinistro. L’intervento è stato eseguito in Sardegna, io abito in Sicilia, vuoi perché mi trovavo là per esigenze personali, vuoi perché mi fido del primario che mi ha operato. Tra qualche giorno devo tornare in Sardegna per una visita di controllo. La  mia domanda è : in cosa rientrano i 2 giorni di viaggio? Per il giorno della visita prenderò un giorno di visita specialistica, e per gli altri 2 giorni.? La ringrazio per la sua cortese attenzione.

Paolo Pizzo – Gentilissima Francesca,

quando la visita specialistica è imputata a malattia in quest’ultima tipologia di assenza rientrano anche i giorni del viaggio.

Il Decreto Legge n. 98 del 2011 convertito nella legge n.111/2011 stabilisce che nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici l’assenza è giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione.

La norma introduce quindi una novità: se l’assenza per malattia avviene per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici, il relativo giustificativo può consistere anche in una attestazione di struttura privata.

Il CCNL/2007 non regolamenta in maniera specifica le visite specialistiche, per sottoporsi alle quali il dipendente ha tre possibilità:

  • Assentarsi per motivi di salute (art. 17), presentando al rientro un certificato che attesti l’effettuazione della visita stessa;
  • Chiedere un giorno di permesso retribuito per motivi personali (art. 15);
  • Chiedere un permesso breve (art. 16);

Premesso che non compete al Dirigente stabilire la durata della visita e tanto meno valutare l’impatto emotivo che certe visite comportano e la conseguente disponibilità a riprendere immediatamente il lavoro, spetta solo al dipendente decidere che tipo di permesso utilizzare.

In questi termini si esprime la circolare della Funzione Pubblica n. 8/2008 che al punto 1.2 afferma che “il ricorso all’uno o all’altro istituto dipende dalle circostanze concrete, tra cui anche la durata dell’assenza, dalle valutazioni del dipendente e del medico competente (che redige il certificato o la prescrizione)”.

Dopo l’entrata in vigore del d.l. n. 112 del 2008, in  linea generale, se l’assenza per effettuare visite specialistiche, cure o esami diagnostici è imputata a malattia, si applica il nuovo regime per quanto riguarda la retribuzione. Pertanto, le assenze in  questione saranno trattate dall’amministrazione come assenze per malattia ai fini dell’applicazione della relativa disciplina.

Esse quindi debbono essere considerate per la decurtazione retributiva ai  fini dell’art. 71, comma 1, del d. l. n. 112 del 2008 e debbono essere calcolate quali giornate di  malattia ai fini dell’applicazione dell’art. 71, comma 2.  (è escluso il caso in cui la visita sia effettuata in regime di day hospital).

Ciò vuol dire che anche se l’assenza per malattia non riguarda un’infermità in atto ma viene fruita per un esame o visita specialistica, debba essere considerata come “malattia” a tutti gli effetti: ai fini della decurtazione retributiva e considerata come giorno di assenza ai fini del periodo massimo di comporto. Questo perché la norma contrattuale non fa alcuna differenza tra le assenze dovute al verificarsi di un episodio morboso e quelle effettuate per visite mediche specialistiche, neanche sotto il profilo del computo delle stesse ai fini del calcolo del periodo di conservazione del posto.

Ricordiamo inoltre che l’assenza per malattia non è in alcun modo programmabile nel tempo né frazionabile ad ore nell’arco della giornata.

Richiamata tutta la normativa in materia aggiungiamo che come previsto dalla Circolare Ministeriale n. 301/1996, nell’assenza possono essere  ricompresi i giorni del viaggio: nel caso in cui la struttura pubblica o privata si trovi in un’altra città e il personale avesse bisogno dei giorni di viaggio per raggiungere la struttura, questi devono essere conteggiati e considerati a tutti gli effetti come “assenza per malattia”.

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