Personale a tempo determinato: i 6 giorni di permesso per motivi personali o familiari

Pierina – ho un contratto di collaboratore scolastico con nomina del Dirigente scolastico fino al 30 giugno 2014 36 ore settimanali Spettano anche a me i tre giorni di permesso per motivi famigliare? Se si posso richiederli a mia discrezione?

Paolo Pizzo – Gentilissima Pierina,

l’art. 15, comma 2 del CCNL/2007 prevede che il personale docente, educativo ed ATA assunto a tempo indeterminato ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione.

Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, (solo) i docenti possono fruire di sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma.

L’art. 19, comma 7 del CCNL/2007 prevede che al personale assunto a tempo determinato sono attribuiti sei giorni di permessi non retribuiti per le stesse motivazioni previste dall’art. 15 comma 2.

Pertanto, mentre per il personale a tempo indeterminato i giorni sono 3 e interamente retribuiti, per quello a tempo determinato sono 6 ma non sono retribuiti.

I gironi fruiti non essendo retribuiti  riducono le ferie e interrompono l’anzianità di servizio a tutti gli effetti (non sono quindi utili ai fini del riconoscimento del punteggio nelle Graduatorie ad Esaurimento/Istituto e del versamento dei contributi).

Rimane invece inalterato il diritto e le condizioni per poterne fruire.

Devi quindi presentare richiesta scritta in carta semplice (di solito il modello è fornito dalla segreteria) e documentare o anche autocertificare i motivi della richiesta e dare quindi delle indicazioni giustificative dell’assenza.

Il Dirigente non ha potere discrezionale sulla validità della richiesta e sulla documentazione eventualmente prodotta.

Il Contratto, infatti, stabilisce per tutto il personale che i permessi sono attribuiti e possono essere documentati “anche mediante autocertificazione”, ne consegue che il Dirigente non ha il diritto di chiedere ulteriore documentazione ed il dipendente non è tenuto a fornire altro.

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