Fruizione dei riposi (c.d. allattamento) nella scuola primaria

Maria – sono docente di scuola primaria su posto di inglese. Ho un bambino di 4 mesi e devo produrre domanda di allattamento. Mi è stato assegnato un orario su 5 giorni lavorativi di 4 ore ciascuno al mattino con un rientro pomeridiano di 2 ore il lunedì,la programmazione è di 3 ore pomeridiane. Di quante ore potrò usufruire? Nel giorno del rientro avrò diritto a 2 ore di riposo da richiedere in modo cumulativo nel pomeriggio? Nei giorni con riunioni potrò richiedere ulteriori riposi? Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Maria,

di norma gli insegnanti della scuola primaria hanno diritto a fruire ad un riposo di un’ora al giorno in quanto l’orario di insegnamento giornaliero è al di sotto delle 6 ore.

In ogni caso il criterio da applicare è sempre lo stesso:

Il permesso è subordinato esclusivamente all’orario di lavoro giornaliero contrattualmente stabilito e non settimanale e le ore di riposo devono essere così ripartite:

  •  Se la giornata di lavoro è pari o superiore a 6 ore il riposo sarà di 2 ore (anche cumulabili);
  •  Se la giornata di lavoro è inferiore a 6 ore il riposo è di 1 ora.

Nel caso in cui il docente, pur prestando in media servizio per meno di 6 ore al giorno, di fatto in alcuni giorni presti servizio per 6 ore o più (es. consigli di classe, collegio docenti o altra attività inerente le attività funzionali all’insegnamento che si “cumula” all’orario di lavoro per quella  determinata  giornata), per tale giorno avrà diritto a 2 ore di riposo.

L’art. 28/5 del Contratto Scuola afferma: Nell’ambito del calendario scolastico delle lezioni definito a livello regionale, l’attività di insegnamento si svolge in […] 22 ore settimanali nella scuola elementare […] Alle 22 ore settimanali di insegnamento stabilite per gli insegnanti elementari, vanno aggiunte 2 ore da dedicare, anche in modo flessibile e su base plurisettimanale, alla programmazione didattica da attuarsi in incontri collegiali dei docenti interessati, in tempi non coincidenti con l’orario delle lezioni.

Pertanto, le 2 ore in “più” sono considerate comunque attività d’insegnamento con la conseguenza che la riduzione di orario per i riposi giornalieri deve essere effettuata considerando sempre l’orario giornaliero del dipendente tenendo presente le 24 ore complessive (quindi tutte le ore compresi i giorni in cui c’è “programmazione didattica”).

La docente per far sì che non sia assente sempre nelle ore dedicate alla programmazione didattica potrà presentare una proposta di riduzione da valutare insieme al dirigente.

Le circolari ministeriali n. 401/1970 e n. 2/1973 prevedevano una particolare utilizzazione delle insegnanti della scuola “elementare” che fruivano dell’allattamento: per tutto il periodo di allattamento non svolgevano attività didattica nelle loro classi ma erano poste a disposizione del direttore didattico e impiegate in compiti rispondenti a quelli di istituto.

Ai sensi delle circolari ministeriali n. 267/1988 e n. 131/1989, che superano le disposizione delle circolari sopra citate, le insegnanti che fruiscono dei riposi, entro i limiti stabiliti dall’art. 10 legge 1024 (recepito dal T.U. 151/2001), devono essere utilizzate in attività didattiche compatibili con i particolari moduli organizzativi emergenti in particolare dai nuovi programmi didattici della scuola elementare e possibilmente sullo stesso posto assegnato. In tutti i casi in cui non è possibile utilizzare l’insegnante in riduzione di orario sul posto assegnatole, la programmazione educativa della singola istituzione deve prevederne l’impiego in apposite forme che siano espressione utile delle attività istituzionali nel particolare contesto in cui debbono essere attuate.

Es.

  • Attività di sostegno, se le interessate siano fornite di idoneo titolo di specializzazione;
  • Attività di recupero di alunni in difficoltà di apprendimento e/o attività integrative e/o insegnamenti speciali ai sensi dell’art. 1 della legge 24.12.1971 n. 820;
  • Attività di insegnamento nell’ambito dei moduli organizzativi prospettati dalla Circ. n. 143 del 24.5.1988, se la specificità dei moduli adottati lo consente.
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