Assistenza per l’igiene personale dell’alunno disabile rientra tra le funzioni aggiuntive del collaboratore scolastico

Lisa – Sono la referente degli insegnanti di sostegno di una scuola primaria della Basilicata. ultimamente stiamo avendo forti discussioni con la madre di una bambina affetta da Sindrome di Williams. La bambina in questione frequenta la classe quarta ed è diventata da poco signorina.

La madre vuole a tutti i costi che il cambio venga fatto a scuola perché lei non può sapere quando la figlia ha bisogno e perché non può lasciare il lavoro, anche se i genitori di tali bambini hanno delle agevolazioni, né vuole tenersi la figlia a

casa sempre per il suo lavoro.

La domanda è: chi può eseguire tale compito? esiste una normativa a riguardo che non sia soggetta ad interpretazioni???

Maria Vitale Merlo (sindacato SFIDA) – Rientra nelle mansioni dei collaboratori scolastici.. La norma prevede che l’assistenza igienico-personale deve essere garantita agli studenti con disabilità dai collaboratori scolastici (ex bidelli), così come previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Comparto Scuola e ribadito nella Nota del Ministero protocollo n. 3390 del 30 novembre 2001

Per quanto riguarda le attività di ausilio materiale agli alunni portatori di handicap per esigenze di particolare disagio e per le attività di cura alla persona ed ausilio materiale nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale dell’alunno disabile, nelle scuole di ogni ordine e grado , tali mansioni rientrano tra le funzioni aggiuntive (allegato 6 punto 4 lettera b del CCNI e tabella D citata, ultimo capoverso), da assegnare prioritariamente per soddisfare tali esigenze e da remunerare con risorse contrattuali (Tabella D ultimo capoverso e Intesa MIUR-OO.SS del 9/11/2001).

Al fine di espletare al meglio questo compito, i collaboratori scolastici hanno diritto a frequentare (o meglio dovrebbero aver già frequentato) un corso di formazione e ricevono un premio incentivante in busta.

E’ compito del Dirigente Scolastico assicurare il diritto all’assistenza (così come stabilito nella suddetta nota).

Nel caso in cui a scuola non ci sia personale di sesso femminile, il DS dovrà attivarsi per spostare con ordine di servizio una collaboratrice nel plesso in cui è presente l’alunna che necessita di assistenza.

Se la scuola non ha personale qualificato, il Ds dovrà fare richiesta all’ente locale di competenza, in questo caso il Comune, che dovrà fornire il personale alla scuola.

In ultima ipotesi, se la scuola non dovesse fornire il servizio di assistenza, la famiglia dovrà diffidare il DS a garantire detto servizio e ad attivare azioni disciplinari nei confronti dei collaboratori scolastici.

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