I riposi per allattamento spettano anche alle docenti di scuola primaria assunte per brevi periodi

Scuola – le chiedo cortesemente se è corretto quanto ho trovato in un “ Manuale delle assenze del personale della scuola”  dove si afferma che alle supplenti temporanee di scuola primaria non compete la riduzione d’orario per allattamento come sancito dalla C.M. n. 136 del 14/05/1973. Questa Circolare, anche a fronte di sentenze che si esprimevano in maniera favorevole alle supplenti temporanee, sembra non sia mai stata disapplicata. Questa interpretazione è’ corretta oppure no? La ringrazio vivamente per la sua risposta.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

la circolare indicata nel quesito e contenuta nel manuale si deve ritenere superata non solo ai sensi delle sentenze del Consiglio di Stato, ma soprattutto del nuovo Testo Unico n. 151/01 che aggiorna i precedenti  e dagli artt. 12 e 19 del CCNL/2007.

La circolare ministeriale (n. 136/1973) escludeva dal diritto ai riposi le docenti della scuola “elementare” assunte per periodi brevi (supplenti temporanei) mentre lo permetteva ai supplenti annuali , per questi ultimi, infatti, è arrivata la precisazione con nota ministeriale n. 9954/1980: “le disposizione previste per le insegnanti elementari incaricate a tempo indeterminato dalla circolare n. 2 del 4/1/73, in materia di allattamento, sono state ritenute applicabili anche alle insegnanti elementari supplenti annuali”.

Tale circolare n. 136/1973 paventava l’ipotesi di una “scelta” per i supplenti assunti per periodi brevi: assumere servizio senza richiedere i riposi per allattamento; essere nominati solo ai fini giuridici con esclusione di quelli economici se volevano fruire dei riposi per allattamento.

Prima ancora di arrivare al T.U. 151/2001 e agli artt. 12 e 19 del Contratto Scuola che sanciscono parità di trattamento tra personale assunto a tempo indeterminato e determinato, senza oltretutto fare nessuna distinzione tra docenti assunti al 30/6 o 31/8 e docenti assunti per “supplenze brevi” (come invece avviene per esempio per il computo dei gg. di malattia), il Consiglio di Stato, II sezione, con parere n. 758/1982, si è espresso a favore delle docenti supplenti temporanee per il “semplice” motivo che i riposi sono un diritto che non si identifica con l’esclusivo e personale interesse della madre ma viene concesso a tutela dei figli minori. Non esiste, quindi, per il Consiglio di Stato, la facoltatività dei riposi come imposta dal Ministero stabilendo di conseguenza che il diritto agli stessi spetta anche alle insegnanti elementari assunte per periodi brevi (supplenti temporanee).

Oggi, ai sensi del T.U. sopra citato e del Contratto Scuola non ci sono più dubbi che i riposi spettino a tutto il personale docente della scuola primaria, compresi i supplenti assunti per periodi brevi.

Il T.U., infatti, all’art. 2, comma 1, lett. e) definisce i beneficiari delle disposizioni legislative in materia di tutela e di sostegno della maternità e della paternità chiarendo che per ”lavoratrice” o “lavoratore”, salvo che non sia altrimenti specificato, si intendono i dipendenti, compresi quelli con contratto di apprendistato, di amministrazioni pubbliche, di privati datori di lavoro nonché i soci lavoratori di cooperative.

L’art. 19/4 del Contratto Scuola, disciplinando ferie, permessi ed assenze del personale a tempo determinato esplicita che “al personale di cui al presente articolo si applicano le norme relative ai congedi parentali come disciplinati dall’art. 12”.

Tale art. 12/1, recita che “al personale dipendente si applicano le vigenti disposizioni in materia di tutela della maternità contenute nel D. Lgs n. 151/2001”.

Dunque, la disposizione legislativa e la normativa contrattuale non operano alcun discrimine per quanto riguarda il tipo di rapporto di lavoro,  ma assicurano al lavoratore sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, la possibilità di fruire dei benefici della disposizione in questione.

In conclusione, dal momento che la legge  e la norma contrattuale non fanno differenza tra contratto fino al 30/6 -31/8 e supplenza breve, non riconoscere i riposi alla docente con contratto per supplenza breve vuol dire ostacolare il diritto ai permessi.

Giova inoltre precisare che la circolare citata non si potrebbe comunque ritenere più in vigore perché non esiste più la possibilità della sola nomina giuridica escludendo quella economica, cosa che era applicabile ai congedi per maternità nei vecchi CCNL del Comparto Scuola sostituiti ormai da quello attualmente in vigore.

Pertanto, tale circolare non può ritenersi in vigore tanto per le docenti assunte per incarico annuale quanto per quelle assunte per brevi periodi.

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