Malattia e part time: calcolo del periodo di comporto

Scuola – Insegnante di scuola primaria a T.I. in part-time verticale (giorni lavorativi lunedi-martedi-venerdi),è tutt’ora assente per salute in convalescenza conseguente ad intervento chirurgico senza aver mai ripreso servizio. Le domande sono queste: 1) la docente presenta certificato medico di 30 giorni prestando servizio 3 giorni su 5 ogni settimana: il calcolo delle assenze sarà sui 3/5, escludendo sabato, domenica e giorni festivi?2) Il periodo massimo di conservazione del posto è: come per i docenti a tempo pieno, cioè: 9 mesi retribuiti per intero, 3 mesi al 90%,6 mesi al 50% + 18 mesi senza retribuzione o va riproporzionato? Se si in quale misura (metà, 3/5 ….)?

Paolo Pizzo – Gentile Scuola,

notiamo con molto disappunto che a differenza di altri comparti il CCNL della Scuola è deficitario nella parte relativa alle assenze per chi è in regime di part time verticale.

Pertanto, molto spesso (e io lo faccio quasi sempre), per poter rispondere a questi come il Vostro è necessario rifarsi agli Orientamenti ARAN per altri Comparti oppure proprio agli artt. di altri Contratti Collettivi di altri Comparti come quello degli Enti Locali o Ministeri. Quindi è bene precisare che possono essere solo “orientamenti” o pareri che mettono comunque sempre più in evidenza come alle scuole serve sapere alcune cose per poter operare al meglio, e come il Contratto Scuola in questo senso non aiuti e deve essere rivisto in questa parte che risulta totalmente assente.

Per il primo quesito abbiamo un Orientamento ARAN recentissimo proprio per il Comparto Scuola:

“Come deve essere effettuato il computo dei giorni di assenza per malattia nel caso di regime di part time verticale?

“Si fa presente che occorre andare a considerare se l’assenza sia giustificata da un unico certificato medico o da più certificati medici rilasciati solo per i giorni per i quali il dipendente in part-time è tenuto a svolgere la prestazione lavorativa, senza ricomprendere le giornate intermedie non lavorate, solo in quest’ultimo caso si ritiene che essi vadano considerati separatamente, in quanto attestanti eventi morbosi distinti”.

Per il secondo quesito sempre l’ARAN indica come operare:

  • Riproporzionare il periodo massimo di conservazione del posto, il periodo di riferimento all’interno del quale sommare tutte le assenze per malattia effettuate dal lavoratore (per i lavoratori a tempo pieno sono i tre anni precedenti l’ultimo episodio morboso), e i periodi a retribuzione intera e ridotta in base al numero di giornate di lavoro prestate nell’anno; in caso di dipendente che in ogni settimana lavora 3 giorni su 5, detti riproporzionamenti andranno effettuati in ragione di 3/5; se il dipendente lavora 3 giorni su 6, detti riproporzionamenti andranno effettuati in ragione di 3/6 (1/2);
  • Sommare tutte le assenze per malattia intervenute nel periodo precedente l’ultimo episodio morboso così riproporzionato;
  • Effettuare il conteggio dei giorni di assenza anche se nel conteggio a ritroso saranno interessati periodi nei quali il lavoratore era a tempo pieno (questo fatto non ha alcun rilievo, perché il superamento del comporto va accertato di volta in volta in base all’attuale configurazione del rapporto); alle giornate di assenza così determinate devono esser aggiunte quelle dell’ultimo episodio morboso;

Fatto questo la scuola è in condizione di stabilire se il lavoratore ha superato o meno il periodo di comporto e di stabilire anche il trattamento economico dell’assenza.

Questo un esempio invece del Contratto Autonomie Locali:

Per conoscere il periodo di comporto si effettua la seguente operazione:

Es. 15 ottobre 2000: primo giorno di un episodio morboso della durata di 10 giorni.

14.10.97 – 14.10.00 : triennio di riferimento.

Si supponga che il dipendente interessato abbia svolto attività lavorativa a tempo pieno fino al 31.12.98 ed a tempo parziale dal 1.1.99 con una prestazione di 3 giorni su una settimana lavorativa di 5.

Per individuare il periodo di comporto occerrerà sommare i due periodi di comporto maturati a tempo pieno ed a tempo parziale:

  • gg. lavorativi a tempo pieno (dal 14.10.97 al 31.12.98): 437 (14 mesi e 17 giorni, considerando il mese 30 gg. lav.);
  • gg. lavorativi a tempo parziale (dall’1.1.98 al 14.10.00): 384 (21 mesi e 6 giorni, considerando il mese di 18 gg. lav.).

Poi occorrerà effettuare le seguenti proporzioni:

a)      1080 (gg. lav. triennio) : 437 = 540 (comporto tempo pieno triennio) : X (comporto tempo pieno nel periodo)

X = 217

b)     648 (gg. lav. part time triennio) : 384 = 324 (comporto tempo parziale nel triennio)

      X = 192

Sommando i due periodi di comporto si ottiene 409, che costituisce il periodo di comporto (vale a dire l’assenza massima per malattia nel triennio) dell’esempio su riportato.

A questo punto si pone il problema di come retribuire le assenze per malattia che insorgono in questo periodo.

Sempre con riferimento all’esempio di cui sopra, si supponga che il dipendente abbia accumulato 190 giorni di assenza per malattia dal 14.10.97 al 14.10.00 (ultimo giorno precedente l’inizio dell’episodio morboso in considerazione). Si consideri, in via preliminare, che il sistema contrattuale di retribuzione delle assenze per malattie nel triennio, relativamente al periodo di comporto (che, relativamente a rapporto di lavoro a tempo pieno, è di 18 mesi o 1080 giorni), è attualmente il seguente:

  • il 50% (1/2): intermente retribuite;
  • 1/6: retribuite al 90%
  • 1/3: retribuite al 50%

Applicando tali proporzioni al nostro esempio, sui 409 giorni di comporto (n. massimo di giorni di assenza per malattia) individuati al 14.10.00, relativamente ad un triennio lavorativo a tempo misto (pieno e parziale), si avrà il seguente schema contabile:

  • da 1 a 205 giorni di assenza (il 50% di 409): interamente retribuiti;
  • da 206 a 273 (68gg., ossia 1/6 di 409): retribuzione al 90%
  • da 274 a 409 (136gg., ossia 1/3 di 409): retribuzione al 50%

nell’esempio prospettato, i giorni di assenza dal 15 al 24 ottobre 2000 (10 gg. di assenza) sono pertanto interamente retribuiti, avendo ipotizzato un precedente accumulo di 190 giorni di assenza, rientranti nella prima fascia.

Non so se è tutto chiaro, ma è quello che abbiamo a disposizione…

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