Permessi giornalieri e permessi brevi soggetti a recupero per il personale a TD

Viviana – so che i permessi per malattia del figlio si possono avere fino al compimento dell’ottavo anno del bambino. Mio figlio maggiore ha superato gli 8 anni ma, ovviamente, capita che anche i bambini di 9 anni e più si ammalino e non possano ancora essere lasciati a casa da soli! Che cosa possiamo fare noi genitori se non troviamo chi può stare con loro, soprattutto quando si ammalano di notte all’improvviso, e dobbiamo per forza assentarci da scuola? Ci sono permessi che possono essere chiesti all’ultimo minuto, subito prima che inizi la lezione, e che il dirigente non può negare? O dipende solo dal suo “buon cuore”? Possiamo essere sanzionabile per assenza non giustificata? Io non sono neanche insegnante di ruolo ma ho un contratto fino al 30 giugno. Grazie del vostro prezioso aiuto.

Paolo Pizzo – Gentilissima Viviana,

dall’ottavo anno del bambino non esistono più congedi parentali o comunque congedi  riconducibili al T.U. della maternità e paternità (tranne per i figli in situazione di disabilità).

Per le necessità evidenziate nel quesito ci sono solo due possibilità contenute nel CCNL/2007:

  • 6 giorni di permesso non retribuito per motivi personali e familiari (art. 19);
  • permessi brevi soggetti a recupero fino al massimo della metà dell’orario giornaliero e comunque per il personale docente non superiori alle due ore (art. 16).

Per i primi è previsto che al personale assunto a tempo determinato sono attribuiti sei giorni di permessi non retribuiti per le stesse motivazioni previste dall’art. 15 comma 2 (motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione).

Tal permessi non possono essere negati per nessun motivo e in casi particolari, eccezionali, involontari o imprevedibili che rendono impossibile la richiesta scritta del permesso con un ragionevole anticipo, il dipendente ha l’obbligo di comunicare  tempestivamente alla scuola servizio (anche tramite fonogramma) l’assenza, indicandone la durata e i motivi a supporto della richiesta.

I permessi in parola non sono però retribuiti e interrompono l’anzianità di servizio a tutti gli effetti (no contribuzione e no punteggio).

L’art. 16, invece, dispone che:

“Compatibilmente con le esigenze di servizio, al dipendente con contratto a tempo indeterminato e al personale con contratto a tempo determinato, sono attribuiti, per esigenze personali e a domanda, brevi permessi di durata non superiore alla metà dell’orario giornaliero individuale di servizio e, comunque, per il personale docente fino ad un massimo di due ore. Per il personale docente i permessi brevi si riferiscono ad unità minime che siano orarie di lezione.

I permessi complessivamente fruiti non possono eccedere 36 ore nel corso dell’anno scolastico per il personale A.T.A.; per il personale docente il limite corrisponde al rispettivo orario settimanale di insegnamento.

Entro i due mesi lavorativi successivi a quello della fruizione del permesso, il dipendente è tenuto a recuperare le ore non lavorate in una o più soluzioni in relazione alle esigenze di servizio.

Il recupero da parte del personale docente avverrà prioritariamente con riferimento alle supplenze o allo svolgimento di interventi didattici integrativi, con precedenza nella classe dove avrebbe dovuto prestare servizio il docente in permesso.

Nei casi in cui non sia possibile il recupero per fatto imputabile al dipendente, l’Amministrazione provvede a trattenere una somma pari alla retribuzione spettante al dipendente stesso per il numero di ore non recuperate.

Per il personale docente l’attribuzione dei permessi è subordinata alla possibilità della sostituzione con personale in servizio.”

A differenza dei giorni per permesso per motivi familiari e personali intanto i permessi brevi soggetti a recupero non sono giornalieri ma fruibili solo ad ore, poi possono essere concessi a due condizioni:

previa compatibilità con le esigenze di servizio e possibilità di sostituzione del personale assente con docenti in servizio (anche ditero pagamento di ore eccedenti).

In questo caso, a mio avviso, il dirigente può attribuire tali ore di permesso, quindi anche senza preavviso del docente, solo per quei casi eccezionali, involontari e imprevedibili: es. ghiaccio o neve, oppure la foratura della gomma dell’auto o lo sciopero o un guasto dei mezzi di trasporto o comunque tutte quelle cause non imputabili al dipendente che non gli permettono di raggiungere la sede di servizio nelle prime ore di servizio.

Non escludo che il motivo eccezionale possa essere la malattia del proprio figlio, fermo restando che sono permessi orario e quindi quel giorno dovrai comunque andare a scuola.

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