I tre giorni per lutto non spettano per il decesso dei parenti di terzo grado

Salvatore – Usufruisco dei permessi retribuiti per handicap grave la 104/92 art. 3 per la sorella di mio padre. È  deceduta ed ho chiesto 3 giorni per lutto, visto che l’assistevo con continuità. Mi è stato detto che non mi spetta!  Se non ricordo male la la.53 del 2000 prevede tale diritto se la zia è assistita con continuità, così come ho fatto io, non avendo altri che potevano assisterla. Gradirei una sua risposta grazie!

Paolo Pizzo – Gentilissimo Salvatore,

ha ragione la scuola, a meno che tua zia non era convivente stabile e tale condizione risulti da certificazione anagrafica.

Argomentiamo la risposta.

I permessi retribuiti per lutti sono espressamente disciplinati per il personale docente, educativo ed ATA dagli artt. 15/1 (personale TI) e 19/9 (personale TD) del CCNL del comparto Scuola.

Tali articoli prevedono che il dipendente della scuola, ha diritto, sulla base di idonea documentazione anche autocertificata, a permessi retribuiti per lutti per perdita del coniuge di parenti entro il secondo grado, di soggetto componente la famiglia anagrafica o convivente stabile e di affini di primo grado: gg. 3 per evento, anche non continuativi. I permessi sono erogati a domanda, da presentarsi al dirigente scolastico da parte del personale docente, educativo ed ATA.

La norma opera un riconoscimento della convivenza prevedendo il permesso in caso di decesso di un soggetto convivente con il dipendente stesso.

I permessi si intendono per ogni evento luttuoso nell’anno scolastico.

Più schematicamente i 3 giorni di permesso retribuito possono essere fruiti per il decesso:

  • Del coniuge;
  • Di parenti entro il secondo grado (per i quali non occorre il requisito della convivenza): genitori, figli naturali, adottati o affiliati (I grado); nonni, fratelli e sorelle, nipoti di nonni naturali (figli dei figli) (II grado);
  • Di affini di primo grado (per i quali non occorre il requisito della convivenza): suoceri, generi e nuore.
  • Di conviventi stabili: A condizione che la convivenza risulti da certificazione anagrafica.

Ricordiamo che il patrigno (o la matrigna) risulta essere un affine di primo grado e, quindi, uno dei soggetti espressamente contemplati dalla disposizione contrattuale in argomento.

I permessi non spettano invece per il decesso di nipoti e/o zii propri (parenti di III grado) o del coniuge (affini di III grado); non spetta neanche per il decesso dei cognati (affini di II grado).

Premesso che il DM da te citato recita che i tre giorni di permessi per lutto spettano alla lavoratrice e a lavoratore, dipendenti di datori di lavoro pubblici o privati, in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge, anche legalmente separato, o di un parente entro il secondo grado, anche non convivente, o di un soggetto componente la famiglia anagrafica della lavoratrice o del lavoratore medesimi, non contemplando comunque i parenti di III grado (come lo è la zia),  e  inoltre che devono essere fruiti entro 7 giorni dall’evento luttuoso, giova ricordare che Il CCNL del comparto Scuola contiene una maggiore tutela per il dipendente assunto a tempo indeterminato e determinato anche sotto il profilo quantitativo, poiché prevede la possibilità di fruire di tre giorni di permesso per “ogni evento luttuoso” (offre quindi la possibilità di potere utilizzare i permessi medesimi in relazione a ciascun episodio luttuoso) e anche in modo frazionato.

Pertanto, il D.M. citato non può essere applicato ai dipendenti del Comparto Scuola e si deve adottare solo nel caso i permessi per lutto non siano previsti dai Contratti Nazionali di comparto o se ritenuti più favorevoli.

Nel tuo caso quindi, a meno, ripeto, che il parente non sia stato soggetto componente la famiglia anagrafica o convivente stabile, potrai ricorrere alla fruizione dei permessi per motivi personali o familiari (art 15/2 del CCNL del comparto Scuola per il personale a tempo indeterminato; art 19 del CCNL del comparto Scuola per il personale a tempo determinato).

 

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