Compensi assoggettati a ritenuta d’acconto non si valutano a fini pensionistici

Lorella – Buongiorno, una nostra collaboratrice scolastica ha lavorato per il Comune di Abbiategrasso come bidella negli anni 1990, 1993 e 1996. Ha percepito compensi assoggettati a ritenuta d’acconto, ai fini pensionistici si possono valutare? come ci dobbiamo comportare? Grazie per la collaborazione

F.P. (assistente amministrativo) – Salve Lorella,

– i compensi assoggettati a ritenuta d’acconto, rientrano nei redditi derivanti dall’attività di lavoro autonomo occasionale.

Pertanto la normativa prevede l’assoggettamento esclusivamente della trattenuta fiscale (nella fattispecie 20%) e non previdenziale, entro un compenso annuo di € 5.000.

Superato tale limite c’è l’obbligo, da parte del lavoratore, di iscrizione alla gestione separata dell’INPS.

Pertanto i compensi a cui fa riferimento non sono validi ai fini pensionistici salvo che il soggetto non abbai aderito alla previdenza complementare privata.

per i periodi svolti c/o l’Ente Locale, il lavoratore deve produrre, per il riconoscimento ai fini del diritto e della misura della pensione, istanza di computo ai sensi degli artt. 11 e 12 del DPR 1092/1973.

La suddetta pratica, come precisato dalla circolare Inps n. 12 del 25/01/2013, deve essere effettuata in modo telematico a decorrere dal 4/4/2013 attraverso:
1) WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto;
2) Contact Center Integrato – n. 803164.
3) Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

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