I contributi versati oltre i 40 anni di servizio sono utili per la pensione o è meglio optare per il part time?

Maria – sono una assistente amministrativa nata il 14/11/1954 e che alla data del 31/08/2014 avrà 37 anni 5 mesi e 26 giorni di servizio. Se le cose resteranno così alla data del 31/12/2018 avrò 41 anni 9 mesi e 26 gg di servizio quindi dovrò andare in pensione il 31/08/2019 con 42 anni 5 mesi e 26gg

penso che gli anni che farò dopo i 40 di servizio non verranno conteggiati ai fini della pensione quindi pensavo di richiedere dal prossimo anno scolastico il part time ( 24 o 30 ore) visto che sarebbero gli ultimi 3 anni conteggiati a part time e non dovrei perdere molto sulla pensione. Può essere una soluzione valida?

Invece se dovessi scegliere l’opzione donna restando in servizio fino al 31/8/2015 sarei presumo più penalizzata tenendo conto che, se ho ben capito prenderei la pensione a decorrere dal 1/09/2019. Grazie

F.P. (Assistente amministrativo) – Di seguito alcune considerazioni sulle questioni sollevate dalla collega in merito alla pensione.

Nella nuova riforma pensionistica voluta dal Ministro Fornero, è prevista  una clausola di salvaguardia (art. 24 comma 3 DL n.  201/2011) che consente di andare in pensione con i vecchi requisiti se posseduti al 31/12/2011 :

  1. quota 96 (60/36 o 61/35)
  2. 40 anni di contributi
  3. pensione di vecchiaia con 61 anni di età (per le donne) e minimo 20 anni di contribuzione o 15 di contributi se in servizio prima del 31/12/1992.

Nel caso specifico, stante le indicazioni fornite, la collega non rientra nei tre casi indicati precedentemente.

Pertanto concentriamo l’attenzione sui requisiti previsti dalla Legge 214 del 22/12/2011 – Legge “Fornero”, nella fattispecie su Pensione Anticipata (tenendo conto dei contributi) e Pensione Vecchiaia (tenendo conto dell’età).

Vista l’età della collega (nascita nel 1954) e il servizio dichiarato si può tranquillamente affermare che matura prima il requisito per la pensione anticipata rispetto al requisito per la pensione di vecchiaia.

I Requisiti per pensione Anticipata – Tenendo conto dei contributi per i prossimi anni sono:

01/01/2013        41 anni e 5 mesi

01/01/2014        41 anni e 6 mesi

01/01/2016        41 anni e 10 mesi

01/01/2017        41 anni e 10 mesi

01/01/2018        41 anni e 10 mesi

01/01/2019        42 anni e   2 mesi

01/01/2021        42 anni e 5 mesi

Dal 2016 sono incrementi previsionali sulla base di uno studio dell’ISTAT;

Dal 2021 le variazioni diventano biennali.

Considerato il servizio indicato dalla collega al 31/12/2018 in 41A 9M 26GG , può andare in pensione dal 01/09/2019 , visto che raggiunge i 42A e 2M a maggio del 2019.

Una delle novità in materia pensionistica introdotte dalla L. 214/2011 è dato dal calcolo della pensione secondo il metodo contributivo pro quota per tutti.

Questa novità per certi versi presenta  anche un aspetto positivo :

viene a cadere il principio che l’anzianità maturata oltre il 40° anno, o comunque oltre il limite massimo, non produca effetti nel calcolo della pensione.

Pertanto, non risulta più valido il discorso previggente (affermato dalla collega)  ossia che il calcolo della pensione teneva conto dell’anzianita contributiva fino ad un massimo di 40 anni.

In sostanza: non si può obbligare a restare in servizio più di 40 anni (vedi i requisiti di pensione anticipata) e non considerare, ai fini del calcolo della pensione gli anni oltre i 40.

La pensione calcolata con il sistema contributivo, tiene conto dei contributi versati, pertanto più contributi più pensione. Questa precisazione per la questio del part time.

Altra opzione per accedere alla pensione (la collega presumo la definisca opzione donna) è il cosiddetto 57+35.

Le lavoratrici che accedono al pensionamento in virtù di quanto disposto dall’articolo 1, comma 9 della legge n. 243/2004, ossia che conseguono il diritto all’accesso al trattamento pensionistico di anzianità, in presenza di un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e di un’età pari o superiore a 57 anni (requisito anagrafico che  probabilmente, anzi sicuramente sarà oggetto di adeguamento, agli incrementi della speranza di vita fissati per il 2013 e 2014 in tre mesi) optando per la liquidazione del trattamento medesimo secondo le regole di calcolo del sistema contributivo.

Pertanto la collega passerebbe, ai fini del calcolo della pensione,  da un sistema misto ad un sistema totalmente contributivo, con una perdità stimata di circa il 30%.

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