Giorni non retribuiti per concorsi/esami: modalità frazionata e computo del sabato e della domenica

Scuola – Una nostra supplente, con contratto al 30/06/2014 per nr.12 ore settimanali su posto di sostegno, chiede di poter usufruire di n. 6 giorni di permesso non retribuito per sostenere degli esami universitari. Tenendo conto che presta servizio su 3 giorni alla settimana (lunedì, martedì e mercoledì) come sono da considerare i giorni dal giovedì al lunedì successivo, visto che non riprende servizio? Ma i giorni spettanti devono essere rapportati all’orario settimanale di servizio (ridotti in proporzione)? Ringraziamo per la preziosa collaborazione.

Paolo Pizzo – Gentile Scuola,

l’art. 19 comma 1 del CCNL del comparto Scuola prevede che al personale assunto a tempo determinato, al personale di cui all’art. 3, comma 6, del D.P.R. n. 399 del 1988 e al personale non licenziabile di cui agli artt. 43 e 44 della legge 20 maggio 1982 n. 270, si applicano, nei limiti della durata del rapporto di lavoro, le disposizioni in materia di ferie, permessi ed assenze stabilite dal presente contratto per il personale assunto a tempo indeterminato, con le precisazioni di cui ai successivi commi.

Il comma 7 prevede che “Al personale docente, educativo ed ATA assunto a tempo determinato, ivi compreso quello di cui al precedente comma 5, sono concessi permessi non retribuiti, per la partecipazione a concorsi od esami, nel limite di otto giorni complessivi per anno scolastico, ivi compresi quelli eventualmente richiesti per il viaggio”.

Nel caso in esame non si comprende bene se i 6 giorni di permesso richiesti dalla docente sono richiesti per lunedì, martedì e mercoledì della prima settimana e poi lunedì, martedì e mercoledì dell’altra settimana (3+3) oppure 6 fruiti consecutivamente comprendenti anche quelli per il viaggio.

Protendo più per la prima ipotesi.

In ogni caso gli 8 giorni ivi compresi quelli eventualmente richiesti per il viaggio possono essere fruiti in modo continuativo (es. per 3 giorni: lunedì, martedì e mercoledì) o frazionato (es. per 3 giorni: giovedì, venerdì e lunedì).

Detto questo, si precisa quanto segue:

  • Il sabato e la domenica non potranno mai essere ricompresi nell’assenza a meno che non sono giorni d’esame:

Giova infatti ricordare ciò che precisava il Ministero del Tesoro – Ragioneria dello Stato – IGOP, con nota prot. 126690 del 12/05/1998: “Il sabato e la domenica debbono essere computati nel caso di permesso retribuito per matrimonio, mentre nell’ipotesi di permesso per concorso ed esami gli stessi non entreranno nel computo se non sono giorni di svolgimento delle relative prove”.

  • Si esclude il riprorzionamento dei permessi  anche perché non solo non si tratta di un part time verticale, ma la docente nei giorni in cui non ha attività di insegnamento potrebbe avere calendarizzati degli incontri collegiali.

Si ricorda, in ultimo, che gli 8 giorni sono previsti solo per le giornate di espletamento delle prove (concorso/esame) e per l’eventuale viaggio (raggiungimento della località in cui si svolge il concorso/esame e rientro in sede) con esclusione quindi delle giornate di studio e di preparazione alle suddette prove per le quali il dipendente potrà ricorrere ad altri istituti contrattuali (aspettativa per motivi di studio, permessi per motivi personali, permessi studio ecc.) e che successivamente all’espletamento delle prove il dipendente dovrà produrre, a giustificazione dell’assenza, idonea documentazione comprovante sia la partecipazione al concorso/esame che dell’eventuale viaggio o più semplicemente autocertificare il tutto.

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