In pensione quando?

Maurizio – sono un assistente amministrativo in un Istituto Comprensivo con 59 anni di età e 39 anni di servizio, tutti i giorni ricevo la Vs. Newsletter , ma se possibile vorrei avere dei chiarimenti riguardo agli argomenti di cui all’oggetto: La pensione quando? ………e la liquidazione quando e come?

FP (Assistente Amministrativo) – Gentile Maurizio,

in riferimento alla sua richiesta si chiarisce quanto segue:

la Legge n. 214 del 22/12/2011 – Legge “Fornero”, ha abolito i requisiti per accedere alla Pensione di Azianità (40 anni di contributi o quote), ha introdotto la Pensione Anticipata (tenendo conto dei contributi) ed ha rivisto i requisiti per la Pensione di Vecchiaia (tenendo conto dell’età).

Requisiti previsti per la pensione di Vecchiaia:

– dal 01/01/2013 al 31/12/2015        66 anni e 3 mesi

– dal 01/01/2016 al 31/12/2018        66 anni e 7 mesi

– dal 01/01/2019 al 31/12/2020        66 anni e 11 mesi

– dal 01/01/2021 al 31/12/2022        67 anni e 2 mesi

Per effetto dei suddetti requisiti  matura il diritto alla pensione di vecchiaia nel 2021 all’età di 67 anni (ipotizzando come data di nascita 31 ottobre 1954 o precedente).

Si precisa che nonostante il requisito venga raggiunto a dicembre 2021 la decorrenza della pensione è dal 1/9/2021.

Quanto appena affermato trova riscontro nell’art.  59, c.9 della L.449/97,  che consente l’accesso al pensionamento all’inizio del nuovo anno scolastico (rispettivamente 1° settembre) ancorché i requisiti prescritti vengano maturati entro il 31 dicembre del medesimo anno.

Requisiti previsti per la pensione Anticipata per gli uomini: 

–  dal 01/01/2013 al 31/12/2013         42 anni e 5 mesi

–  dal 01/01/2014 al 31/12/2015         42 anni e 6 mesi

–  dal 01/01/2016 al 31/12/2018         42 anni e 10 mesi

–  dal 01/01/2019 al 31/12/2020         43 anni e 2 mesi

–  dal 01/01/2021 al 31/12/2022         43 anni e 5 mesi

Per effetto dei suddetti requisiti e considerando (non viene indicato) che i  39 anni di anzianità contributiva sono al 31/12/2013, matura il diritto alla pensione anticipata nel 2017 all’età di 63 anni, con decorrenza 1/9/2017.

Inoltre,  vistà l’età anagrafica, non si incorerrebbe nella penalizzazione prevista dalla Legge “Fornero” che colpisce chi va in pensione prima dei 62 anni secondo i requsiti della pensione anticipata.

Si precisa che, in deroga a quanto detto, la riduzione della pensione per i lavoratori che maturano l’anzianità contributiva massima con una età pari o inferiore a 62 anni, non trova applicazione ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31/12/2017.

In riferimento ai requisiti sopra indicati sia per la pensione di Vecchiaia che per quella Anticipata, è opportuno precisare quanto segue:

– dal 2016 sono incrementi previsionali sulla base di uno studio dell’ISTAT;

– dal 2021 le variazioni diventano biennali;

 la legge ha fissato che dal 2013 l’incremento è di 3 mesi.

Al momento:

1) per quanto concerne il TFS/TFR,  la circolare INPDAP n. 16  del 9/11/2011, in applicazione della L. n. 148 del 14/9/2011,  individua la liquidazione del TFS secondo la causa di cessazione:

cessazione per inabilità o decesso – In tali circostanze continua ad applicarsi il termine breve (al massimo 105 giorni) per la liquidazione della prestazione;

 raggiungimento limite di età o di servizio – Nei casi in esame l’Inpdap non può procedere alla liquidazione e al pagamento della prestazione, ovvero della prima rata di questa, prima che siano decorsi sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro. Decorso tale termine, l’istituto deve mettere in pagamento la prestazione entro 3 mesi. Decorsi questi due periodi (complessivamente pari a 270 giorni) sono dovuti gli interessi;

dimissioni volontarie e recesso del datore di lavoro – Nei casi rientranti nel termine in esame l’Inpdap non può procedere alla liquidazione e al pagamento della prestazione, ovvero della prima rata di questa, durante i 24 mesi successivi alla cessazione del rapporto di lavoro. Scaduto il termine, l’istituto deve mettere in pagamento la prestazione entro 3 mesi. Decorsi questi due periodi (complessivamente pari a 27 mesi) sono dovuti gli interessi.

Per completezza di informazione si evidenzia che al punto 3.5 della suddetta circolare Inpdap, viene indicato il personale non interessato alle suddette modalità di liquidazione.

I casi indicati non interessano il caso in esame.

2) per le modalità di rateizzazione del TFS/TFR , si fa riferimento alla Legge  n. 122 del 30/07/2010:

unico importo se pari o inferiore a € 90.000

due importi annuali se l’ammontare complessivo è superiore a € 90.000 ma inferiore a € 150.000 (primo importo € 90.000, secondo importo ammontare residuo)

tre importi annuali se l’ammontare è pari o superiore a € 150.000 ( primo importo € 90.000, secondo importo € 60.000, terzo importo ammontare residuo).

Si precisa che sia i tempi della liquidazione del TFS/TFR che la modalità di pagamento subiranno delle variazioni per effetto della Legge di Stabilità 2014.

Pertanto prossimamente saranno oggetto di approfondimento.

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