Pensione tra part time e full time

Bruno – Sono un ex insegnante scuola superiore.  Sono in  pensione dal 1/9/2007. Ho insegnato dal 2001 al 2006 con contratto part-time 12h  su 18. L’ultimo anno ho insegnato su cattedra di 18h, tempo pieno. Ai fini della quota A di pensione e per la liquidazione non è stata considerata l’ultima retribuzione ma gli ultimi anni( che includono il part-time), come mai? la legge parla dell’utimo stipendio in godimento. Grazie .

FP (Assistente Amministrativo) – Salve docente,

in riferimento alla sua richiesta di informazione, fin da subito è opportuno chiarire che non si hanno elementi suffcienti per individuare il sistema di calcolo della sua pensione ma soprattuto il requisito che le ha permesso di andare in pensione.

Pertanto non si riesce a formulare alcuna ipotesi, se non azzardata, in merito alle sue richieste di chiarimenti.

Comunque di seguito si indicano le  modalità  di calcolo della pensione con i relativi requisiti, vigenti al 2007 e la modalità di  calcolo del TFS/TFR.

Distinguiamo i seguenti sistemi di calcolo della pensione:

1) retributivo: applicabile ai lavoratori che al 31/12/1995 avevano almeno 18 anni di anzianità contributiva;

2) misto: applcabile ai lavoratori che al 31/12/1995 avevano meno di 18 anni di anzianità contributiva;

3) calcolo contributivo: applicabile ai lavoratori assunti dopo il 31/12/1995 e che non possono far valere alcun contributo fino a quella data (accrediti figurativi o da riscatto);

E’ opportuno precisare che le differenze tra i tre sistemi riguardano anche diverse tipologie di accesso alla prestazione.

Nel sistema retributivo il calcolo della pensione è strettamente vincolato alle retribuzioni percepite nell’ultima parte della vita lavorativa e rapportato a coefficienti di rendimento collegati agli anni di anzianità contributiva.

Con il d. lgs. 503/92  la pensione,  viene calcolata sulla base di due quote:

– QUOTA  A, che si basa sulla retribuzione percepita l’ultimo giorno di lavoro, rapportata ad un determinato coefficiente di  rendimento  maturato al 31/12/1992  in base all’anzianità contributiva maturata alla stessa data;

– QUOTA  B, determinata sulla media delle retribuzioni  percepite negli ultimi 10 anni precedenti il  pensionamento e rivalutate in base agli indici del costo della vita (più un punto) e riferita all’anzianità contributiva maturata dal 1/1/1993.

Nel sistema contributivo il calcolo della pensione è basato sul montante derivante dai contributi accantonati e rivalutati durante tutta la vita lavorativa.

Nel sistema misto la pensione sarà calcolata in parte con il sistema retributivo ed in parte con il sistema contributivo, di conseguenza la pensione sarà data dalla somma di più quote:

Quota A e B calcolata secondo il sistema retributivo;

Quota C calcolata secondo il sistema contributivo.

All’atto della cessazione il dipendente consegue il diritto alla liquidazione del TFS o TFR.

Il calcolo del TFS è così determinato:

moltiplicando per gli anni utili l’80% di 1/12 dell’ultimo stipendio annuo, comprensivo dell’indennità integrativa speciale e della tredicesima.

Normativa di riferimento: DPR 1032/1973.

Il TFR sarà dato:

da accantonamenti annui, nella misura del 6,91% della retribuzione utile e rivalutati secondo l’art. 2120 del Codice Civile.

Normativa di riferimento: DPCM del 20/12/1999.

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