Supplenze: Differenza tra proroga e conferma contrattuale

Scuola – Avremmo bisogno di un chiarimento sulla corretta interpretazione dell’art. 7 del Regolamento sul conferimento delle supplenze, commi 4. e 5. Per ragioni di continuità didattica, ove al primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro, o più altri, senza soluzione di continuità o interrotto solo da giorno festivo o da giorno libero dall’insegnamento, ovvero da entrambi, la supplenza temporanea viene prorogata nei riguardi del medesimo supplente già in servizio, a decorrere dal giorno successivo a quello di scadenza del precedente contratto.

Nel caso in cui ad un primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro intervallato da un periodo di sospensione delle lezioni si procede alla conferma del supplente già in servizio; in tal caso il nuovo decorre dal primo giorno di effettivo servizio dopo la ripresa delle lezioni. Caso specifico: assenza di un docente per lutto nei giorni di venerdì,sabato e lunedì. 1) Essendo la domenica giorno festivo, il docente supplente ha diritto alla proroga del contratto. È corretto? 2) In quali casi si deve provvedere invece alla conferma, o meglio, come va intesa esattamente la dicitura periodi di sospensione delle lezioni? Grazie mille per la consulenza.

Paolo Pizzo – Gentile Scuola,

per il primo caso è corretta la proroga del contratto ai sensi dell’art. 7/4 citato nel quesito.

Il titolare, infatti, è stato assente fino a sabato, la domenica è giorno festivo e il lunedì si riassenta. Non essendo quindi rientrato fisicamente in classe, la supplenza, per continuità didattica, spetta al supplente già in servizio. Il contratto decorre dalla domenica, senza soluzione di continuità. Un altro caso potrebbe essere quando il giorno festivo è preceduto da quello “libero”: ammettiamo che il titolare in questione avesse avuto il giorno “libero” di sabato, avesse quindi preso i giorni per lutto il venerdì e poi il lunedì: anche in questo caso spetta la proroga della supplenza al supplente già in servizio. Il contratto, per continuità didattica, decorre dal sabato, sempre senza soluzione di continuità.

Ciò che quindi rileva è che il titolare non rientri in  classe tra un periodo di assenza e un altro. La proroga poi presuppone che il contratto per il supplente non abbia soluzione di continuità.

La conferma del contratto è molto simile nel senso che mira anch’esso a salvaguardare la continuità didattica, ma si differenzia per la decorrenza del contratto al supplente

Il caso più classico è quando il titolare si assenta fino all’ultimo giorno prima delle vacanze di Natale (es. 21 dicembre), è “presente” durante le stesse (ovvero non produce nessuna certificazione dal 22 dicembre al 6 gennaio) e si riassenta dal primo giorno utile di lezione (es. 7 gennaio).

Anche in questo caso ciò che rileva ai fini della salvaguardia della continuità didattica è che il titolare non sia mai rientrato fisicamente in classe, ma dal momento che l’assenza non è stata interrotta dal giorno libero o giorno festivo ma da un periodo di sospensione delle lezioni, al supplente che è stato in servizio fino al primo periodo di assenza del titolare spetta una conferma del contratto con decorrenza dal primo giorno di assenza del titolare (nel nostro esempio la decorrenza sarà dal 7 gennaio non coprendo contrattualmente il periodo che va dal 22 dicembre al 6 gennaio).

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