Fruizione del congedo parentale per i padri lavoratori

Giovanni – Sono un padre che vorrebbe usufruire del congedo parentale. La circolare INPS dice che si possono richiedere massimo 6 mesi elevabili a 7. Non ho ben capito a quali condizioni ci si può astenere fino a 7 mesi. Se, dopo aver fruito del congedo, usufruisco di alcuni giorni di permesso per malattia del figlio, per poi riprendere il congedo parentale, il periodo di malattia del bambino si  configura come ripresa effettiva del lavoro, così come previsto dalla normativa in merito?

Paolo Pizzo – Gentilissimo Giovanni,

l’art. 3 comma 2 della legge 53/2000, in sostituzione dell’articolo 7 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, ha introdotto sostanziali novità a tutela della maternità e della paternità, prevedendo il diritto anche per il padre di astenersi dal lavoro per assistenza al bambino, diritto che prima era esercitato solo dalla madre.

L’attuale regolamentazione del congedo parentale per entrambi i genitori e relativa indennità è contenuta nel Capo V del D. Lgs. n. 151/2001 e successive modificazioni, più precisamente nell’art. 32.

Tale congedo (Capo V del D. Lgs. n. 151/2001) è autonomo rispetto al congedo per malattia del figlio che è collocato al capo VII dello stesso T.U.

Il congedo parentale (già astensione facoltativa) spetta per ogni bambino, nei primi suoi otto anni di vita (compreso il giorno dell’ottavo compleanno), a ciascun genitore.

L’INPS, con circolare n. 109/2000, afferma che il comma 2 art. 3, della legge n. 53/2000 nel sostituire l’art. 7 della legge 1204/71, introduce nuovi limiti riguardanti sia l’età del bambino che la durata dei periodi di congedo parentale fruibile dal padre lavoratore e fissa limiti temporali complessivi per la fruizione dell’astensione da parte di entrambi i genitori.

La madre e il padre, infatti, hanno diritto ad astenersi dal lavoro nei primi 8 anni di vita per ogni bambino per un periodo complessivo continuativo o frazionato, di 10 mesi, elevabili ad 11.

In particolare, la madre lavoratrice, trascorso il periodo previsto per il congedo di maternità (già astensione obbligatoria) dopo il parto, può fruire entro l’8° anno di età del bambino (e, cioè, fino al giorno, compreso, dell’8° compleanno) di un periodo di congedo parentale, continuativo o frazionato, non superiore a 6 mesi ed il padre lavoratore di un congedo parentale, continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi, elevabili a 7, sempre entro l’8° anno di età del bambino.

La madre e il padre possono utilizzare il congedo parentale anche contemporaneamente e il padre lo può utilizzare anche durante i tre mesi di congedo obbligatorio post-partum della madre e durante i periodi nei quali la madre beneficia dei riposi giornalieri (già permessi per allattamento) ex art. 10 della legge 1204/71.

Pertanto, dalla normativa sopra richiamata e in relazione al quesito posto:

  • Ciascun genitore ha diritto al congedo parentale per ogni bambino, nei suoi primi otto anni di vita.
  • Il periodo complessivo di astensione tra i genitori non può eccederei 10 mesi.
  • Se il padre si è astenuto per un periodo non inferiore a 3 mesi, anche frazionati, può arrivare a 7 mesi di congedo. In questo caso i mesi complessivi tra i genitori possono arrivare a 11.

I periodi possono essere ripartiti tra madre e padre secondo le proprie necessità fermo restando:

a)     la madre non può comunque superare i 6 mesi di astensione;

b)     l’elevazione a 7 mesi del padre è possibile solo se la madre non supera i 4 mesi.

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