Il riconoscimento della retrodatazione giuridica ed economica della conferma in ruolo per la docente in maternità

Anna – l’interdizione per maternità a rischio + maternità (astensione obbligatoria) possono far prorogare l’anno di prova e permettere però la retrodatazione giuridica dello stesso all’anno precedente essendo causa maternità?  Tra le varie risposte capisco che si conteggia solo il primo mese di interdizione/maternità, invece a me è tutto il periodo.

Per spiegarmi meglio: io sono neo immessa in ruolo (1/9/13) e sono entrata in interdizione purtroppo per gravi complicanze della gravidanza il 16 ottobre. Non penso di poter rientrare ( a meno che la ginecologa non me lo permetta); quindi arriverò a fine anno scolastico tra interdizione e astensione obbligatoria senza riuscire a fare i 180 giorni. posso essere sicura che l’anno di prova sarà prorogato senza nessuna conseguenza (l’anno cioè è valido a tutti gli effetti anche per la mobilità, la pensione e tfr) e ci sarà anche la retrodatazione all’1/9/2014 della conferma in ruolo pur ottenendola nella realtà l’1/9/2015? Quali documenti poi presentare per avere questa retrodatazione? E quando?

Paolo Pizzo – Gentilissima Anna,

Premessa:

Ai fini del compimento dei 180 giorni è utile solo il primo mese di congedo per maternità relativo all’anno scolastico al quale si riferisce il periodo di prova (art. 31 R. D. n. 1542/1937; Miur, circolare n. 54/1972; n. 2/1973; n. 219/1975; n. 1 80/1979).

Es.: per il congedo obbligatorio dal servizio per maternità, che abbia inizio nel mese di luglio, si considera “valido” il primo mese di assenza del nuovo anno scolastico.

La docente, quindi, invece che effettuare 180 gg. di servizio effettivo ne deve effettuare 150.

Questo il tuo caso:

L’anno di prova, nel caso non si dovessero totalizzare i 180 giorni di servizio effettivo (30 già considerati + 150 effettivi), potrà essere  rinviato  all’anno  scolastico  successivo, e  poiché  il  rinvio  è  dovuto  a  congedo  per maternità, la decorrenza giuridica ed economica del contratto di lavoro a tempo indeterminato resta invariata.

È l’unica retrodatazione con effettivi risvolti economici. La retrodatazione economica è possibile quindi per un solo anno e solo in caso di assenza per congedo di maternità.

Lo stesso vale per il primo mese di interdizione dal lavoro per gravi complicanze della gravidanza.

Non  basta  però aver  fruito  del  congedo  di  maternità/interdizione per  il  riconoscimento della retrodatazione giuridica ed economica della conferma in ruolo.

Bisogna infatti stabilire se quelle assenze considerate ipoteticamente presenze avessero permesso di raggiungere i 180 giorni di servizio.

Es.:

Ammettiamo che i 3 mesi di post parto finiscano a dicembre o a gennaio e la docente, invece che rientrare in servizio, prende congedo parentale fino a maggio o giugno. In questo caso non si può parlare di rinvio della prova per maternità perché se la docente fosse rientrata in servizio avrebbe potuto effettuare i 150 gg. richiesti (considerato già il primo mese di congedo di maternità). Invece si è assentata ad altro titolo.

In questo caso l’anno di prova è comunque rimandato (non si sono infatti raggiunti i 180 gg. richiesti), ma non c’è retrodatazione economica e giuridica.  Solo se a causa della maternità non si raggiungono i gg. richiesti per la prova ci potrà essere retrodatazione giuridica ed economica.

Pertanto, al  fine  di  capire  se  il  congedo  di  maternità/interdizione  sia  determinante  al  mancato superamento  della  prova,  la  docente  deve  effettuare  un  calcolo:  sommare  i  periodi  di maternità/interdizione con  i  giorni  utili  alla  prova  (riferiti  ovviamente  allo  stesso  anno scolastico).

  • Se da questa somma si raggiungono i 180 giorni (150 considerato il primo mese di maternità), allora la maternità risulterà determinante e darà diritto alla retrodatazione giuridica ed economica della conferma in ruolo.
  • Se invece la somma non risulterà determinante, cioè se per esempio oltre al congedo di maternità  la  docente  fruisce  di  altre  aspettative  o  congedi  (congedo parentale, congedo per malattia del bambino e altre assenze non utili ai fini della prova) con la conseguenza che sommando il periodo di congedo di maternità ai giorni utili alla prova non raggiunge i 180 giorni, allora non spetta la retrodatazione giuridica ed economica.

Essendo tu in interdizione per gravi complicanze ad ottobre (non indichi però a quale mese di gravidanza sei), a mio avviso non riuscirai comunque a raggiungere i 180 gg. proprio a “causa” della gravidanza. Calcolando infatti interdizione e congedo di maternità (fino ai 3 mesi dopo il parto) non avresti la possibilità di effettuare 150 gg. di servizio in questo anno scolastico.

Pertanto, la decorrenza giuridica ed economica del contratto di lavoro a tempo indeterminato resterà invariata.

Non dovrai fare altro che produrre alla scuola le certificazioni di interdizione (come stai già facendo) e il certificato del parto.

Auguri.

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