I corsi di aggiornamento sul curricolo o sull’autismo devono “passare” dal collegio dei docenti

Martina –  nel mio istituto comprensivo per due volte consecutive ci sono stati imposti come obbligatori dei corsi di aggiornamento (uno sulle nuove indicazioni per il curricolo, l’altro sull’autismo), semplicemente perché la scuola “li deve pagare” e senza che nessuna categoria di docenti li abbia richiesti. Siccome in passato, in altre scuole, i corsi di aggiornamento venivano proposti e votati in collegio docenti, vorrei capire se questa procedura è regolare e se, eventualmente, è possibile avere una sorta di esonero o di riduzione di frequenza tipo un numero di assenze consentite. Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Martina,

i corsi descritti nel quesito non sono ritenuti obbligatori e in ogni caso andavano deliberati dal collegio dei docenti.

Argomentiamo la risposta.

L’art. 64/1 del CCNL/2007 afferma che “La partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità”.

Non è contenuta in tutto l’art. e in quelli a seguire la parola “obbligo o dovere”.

L’art. 65/1 dispone che “Alle istituzioni scolastiche singole, in rete o consorziate, compete la programmazione delle iniziative di formazione, riferite anche ai contenuti disciplinari dell’insegnamento, funzionali al POF, individuate sia direttamente sia all’interno dell’offerta disponibile sul territorio, ferma restando la possibilità dell’autoaggiornamento.”

Come lo dispone la scuola?

Lo dice l’art. 66: “In ogni istituzione scolastica ed educativa il Piano annuale delle attività di aggiornamento e formazione destinate ai docenti è deliberato dal Collegio dei docenti coerentemente con gli obiettivi e i tempi del POF, considerando anche esigenze ed opzioni individuali. Analogamente il DSGA predispone il piano di formazione per il personale ATA.”

Attenzione però a questo passaggio:

L’art. 29/1 afferma che “L’attività funzionale all’insegnamento è costituita da ogni impegno inerente alla funzione docente previsto dai diversi ordinamenti scolastici. Essa comprende tutte le attività, anche a carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione, compresa la preparazione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione alle riunioni e l’attuazione delle delibere adottate dai predetti organi.”

Una volta quindi che il collegio delibera il corso di aggiornamento la frequenza è vincolante per tutti i docenti, a meno che il docente non ha fatto rilevare e fatto inserire a verbale il suo dissenso o comunque la sua volontà a non partecipare al corso.

A mio avviso questo passaggio è importante, perché dal momento che una delibera collegiale non può rendere obbligatorio un corso di aggiornamento perché ciò non è stabilito dal Contratto, e quindi andrebbe contro una norma pattizia, se il docente al momento della delibera esprime il suo non interesse si deve ritenere libero dal vincolo che andrà a costituire la delibera.

Io sono molto schietto e credo e dico che a volte invece di lamentarci dei collegi docenti in maniera generale oppure di guardare male il nostro collega quando interviene in una discussione durante il collegio perché “se no si fa troppo tardi”, sarebbe utile una partecipazione più attiva all’interno degli organi collegiali senza fare “passare” tutte le delibere all’unanimità e poi chiedersi come mai si è presa una decisione anziché un’altra.

Approfitto nel dire queste cose perché l’argomento da te esposto me lo consente, ma nel tuo caso ovviamente abbiamo un problema a monte ovvero che tali corsi non sono passati dal collegio docenti e quindi a mio a parere sono illegittimi, sia come organizzazione che come richiesta di frequenza obbligatoria.

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