Accredito contributi figurativi e riscatti utili alla pensione

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Scuola – La presente per sottoporre alla Vs. attenzione due quesiti che mi riguardano personalmente ma che interessano molti altri colleghi del mondo scuola. Sono un’Assistente Amministrativa nata il 14/02/1958. alcuni anni fa ho presentato tre domande all’ex INPDAP: 1) la prima di accredito contributi figurativi per periodi di maternità obbligatoria fuori dal rapporto di lavoro per mesi 5 e gg. 1 dal 07/05/1972 al 07/10/1972 (nascita figlia 07/07/1972); 2) la seconda di riscatto periodi corrispondenti a ex congedo facoltativo per maternità fuori da un rapporto di lavoro per mesi 6 dal 08/10/1972 al 07/04/1973; 3) la terza di riscatto periodo di aspettativa per gravi motivi di famiglia, periodo fruito dal 01/09/1982 al 31/08/1983 pari ad anni 1.

I periodi di contributi figurativi relativi alla maternità obbligatoria di cui alla domanda n.1 sono stati accreditati. I periodi di cui alle domande n. 2 e 3 sono stati pagati in unica soluzione dopo le determine dell’ex INPDAP: i periodi della domanda n. 2 pari a 6 mesi di riscatto sono stati pagati il 21/12/2011 per un importo di € 3.904,34; l’anno di aspettativa di cui alla domanda n. 3 è stato pagato anch’esso in unica soluzione il 30/03/2012 per un importo di € 11.259,52. In tutte le domande sopra riportate l’ex INPDAP ha certificato i periodi – figurativi e riscattati – validi sia “ai fini del diritto che della misura”, certificandomi un’anzianità alla data delle ultime due domande, 11/11/2009 pari ad anni 32 + mesi 09 + gg. 17 ai fini del diritto e pari ad anni 32 + mesi 10 + gg. 00 ai fini della misura.La prima domanda che pongo è: dopo la riforma Fornero, questi periodi già riscattati e certificati continuano ad essere validi “sia ai fini del diritto che della misura” ai fini pensionistici o qualcosa è cambiato? La seconda domanda è: quando potrò andare in pensione? Ringrazio anticipatamente per l’attenzione e porgo i miei più cordiali saluti.

FP – Gentile Scuola,

si precisa che i periodi indicati  sono tutti validi ai fini del diritto alla pensione, nel senso che sono parte integrante dell’anzianità contributiva utile al raggiungimento del requisito pensionistico.

Per quanto concerne la misura, la nuova riforma pensionistica introdotta con la L. 214/2011 all’art. 24 introduce un meccanismo di penalizzazione, nella fattispecie:

coloro che accedono al pensionamento anticipato  il cui trattamento risulta liquidato con il sistema retributivo fino al 31/12/2011 o col sistema misto (chi non possedeva almeno 18 anni di contributi al 31/12/1995) è applicata una riduzione percentuale sulla quota retributiva per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto ai 62 anni.

Si precisa che la suddetta penalizzazione è stata momentaneamente accantonata, limitatamente al personale che maturi il previsto requisito di anzianità contributiva per la pensione anticipata  entro il 31/12/2017, qualora la predetta anzianità contributiva derivi esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro.

Con la conversione in legge é stato aggiunto un emendamento al decreto legge n. 101 del 31/8/2013:

i congedi parentali di paternità e maternità di cui al D. L.vo 151 e quelli concessi ai donatori di sangue saranno considerati servizio effettivo e non avranno effetti negativi per la penalizzazione prevista dall’art. 24 della legge 214 per quanti vanno in pensione con meno di 62 anni.

Pertanto, nel caso in cui si raggiunga il requisito previsto per il pensionamento anticipato, per attivare il meccanismo della penalizzazione prevista dalla normativa, bisogna che si verifichino le seguenti situazioni:

1) si raggiunge il requisito per la pensione anticipata prima dei 62 anni;

2) per effetto della propria anzianità contributiva il sistema di calcolo della pensione risulta essere retributivo o misto;

3) sono presenti nell’anzianità contributiva periodi di riscatto titoli di studio, riscatto della decorrenza giuridica ed economica ai sensi dell’art. 142 del DPR 1092/1973, riscatto amaternità facoltativa al di fuori del rapporto di lavoro, riscatto aspettativa senza assegni.

Per quanto concerne la possibilità di andare in pensione, di seguito le indico la data del raggiungimento del requisito per la pensione anticipata, che rappresenta la prima possibilità di “uscita”, tenunto conto dei seguenti elementi:

1) anzianità contributiva  al 11/11/2009 di 32A   9M 17G

2) anzianità contrivutiva  al 31/12/2018 di 41A 11M    8G

3) requisiti per il pensionamento anticipato:

01/01/2016 al 31/12/2018 41 anni e 10 mesi (dal 2016 sono dati di stima)

Pertanto matura il diritto al pensionamento anticipato nel 2018 con decorrenza della pensione dal 1/9/2018.

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