L’autocertificazione a sostegno dei 3 gg. per permessi per motivi personali o familiari

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Ugo – sono un docente a tempo indeterminato ,ho chiesto un giorno di  permesso retribuito per motivi personali  che mi è stato attribuito dal D.S.  Tuttavia la segreteria mi chiede di indicare nella domanda di autocertificazione in maniera specifica il motivo personale che io ritengo di non dover spiegare a  tutela della mia privacy. Le chiedo di ragguagliarmi in merito. Certo di una  sua gradita risposta le invio cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Ugo,

L’art. 15, comma 2 del CCNL del Comparto Scuola prevede che il personale docente, educativo ed ATA assunto a tempo indeterminato ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione.

L’art. indica chiaramente che i permessi devono essere documentati…anche con autocertificazione.

Dalla lettura letterale dell’articolo a mio avviso il dipendente deve indicare il motivo per cui richiede il permesso, fermo restando, come abbiamo ripetuto più volte anche prima delle ultime sentenze sull’argomento, che il dirigente si deve limitare ad un controllo sulla correttezza formale della domanda, non avendo alcuna discrezionalità, ma dovendosi limitare soltanto alla mera verifica della sussistenza dei requisiti e delle condizioni prescritti dalla norma (accertarsi della presentazione da parte del dipendente dell’idonea documentazione anche autocertificata a giustificazione dell’assenza).

Pertanto, a mio avviso potrebbe anche non bastare la dicitura “motivi strettamente personali o familiari” perché ciò non è conforme a quanto richiede la norma.

Giove in ogni caso ricordare che la segreteria non è tenuta a sapere il motivo, ma solo a protocollare  la richiesta. Infatti, eventuali motivi che si ritengono “strettamente privati” devono  essere esplicitati al dirigente in forma riservata. Quest’ultimo, infatti, in qualità di capo di istituto è tenuto al segreto d’ufficio.

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