Le ore per allattamento sono interamente retribuite e utili a tutti gli altri effetti

Adriana – un’insegnante precaria collocata in terza fascia d’istituto. Sono sotto contatto dal 9 ottobre per sostegno scuola media fino ad avente diritto con buone possibilità di mantenere l’incarico fino al 30 giugno. A metà ottobre è iniziato il primo mese di allattamento e ho percepito da una settimana il primo stipendio relativo a tutto ottobre (23 giorni del primo mese che prevede,credo, il 100% di retribuzione e che copre fino al 7-8 novembre).

Vorrei sapere se il secondo mese di stipendio lo percepirò al 100% come ho capito dalla tua risposta a un’ insegnante di scuola d’infanzia(Franca) o al 30% sia al secondo che al terzo mese di allattamento come mi ha risposto la scuola. Però la CISL mi ha detto di fare attenzione a queste percentuali e che invece dovrei percepire il 100% per ciascuno dei 3 mesi. Ma qual è la verità: il 100% o il 30%. Ho letto anche dell’80% in alcuni casi. Ma il mio caso in quale percentuale rientra?Attendo una tua risposta chiarificatrice. Ti ringrazio anticipatamente e complimenti per tutto il lavoro che fai e l’aiuto che dai a tanti di noi del mondo della scuola assaliti sempre da dubbi e con poche certezze.

Paolo Pizzo – Gentilissima Adriana,

dal quesito si evince che parliamo di ore di riduzione di allattamento e non di congedo parentale.

Tale periodo, che prevede una riduzione oraria, può essere richiesto fino al compimento del primo anno del bambino.

Pertanto, si precisa quanto segue:

I periodi di riposo giornaliero sono considerati ore di lavoro ordinario. Non  incidono in alcun modo sulla retribuzione e sul rapporto di lavoro. Sono computati ai fini dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti.

Retribuzione: ferie e tredicesima mensilità

  • Ai sensi dell’art. 13/7 del Contratto Scuola “Il dipendente che ha usufruito dei permessi retribuiti di cui all’art. 15 conserva il diritto alle ferie”.

Ai sensi dell’art. 15/7Il dipendente ha diritto, inoltre, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge” (nel nostro caso i riposi sono previsti dal T.U. 151/2001).

Ai sensi della circolare della Funzione Pubblica n. 14/2000 i permessi sono computati ai fini dell’anzianità di servizio e non riducono le ferie.

Pertanto, se per esempio una docente della scuola secondaria ha un contratto di 18 ore ma a causa della riduzione d’orario settimanale (un’ora al giorno considerando il giorno libero) ne svolge di fatto 13, la retribuzione sarà sempre su 18 ore settimanali. Tale riduzione oraria non avrà un effetto di riduzione delle ferie perché di fatto non c’è una riduzione della retribuzione.

Questo perché le ore di riposo sono considerate ore “lavorative” agli effetti della durata  e delle retribuzione del lavoro e vi è una perfetta identità di trattamento giuridico tra i periodi di riposo e permessi retribuiti.

Non sono consentiti trattamenti economici sostitutivi della fruizione del diritto.

  • Ai sensi dell’art. 80/5 del Contratto Scuola I ratei della tredicesima non spettano per i periodi trascorsi in aspettativa per motivi personali o di famiglia o in altra condizione che comporti la sospensione o la privazione del trattamento economico e non sono dovuti al personale cessato dal servizio per motivi disciplinari”.

Pertanto, i periodi di riposo sono utili alla tredicesima mensilità in quanto interamente retribuiti (vale quanto detto per le ferie).

Festività soppresse:

I periodi di riposo non riducono i giorni di festività soppresse.

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