Restrizioni riforma Fornero

Scuola – La  cosiddetta “riforma” pensionistica Fornero, che  ha rivisto profondamente le regole e i criteri di calcolo pensionistici,le cui principali novità sono state introdotte dal decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (convertito con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214) e dal decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216 (convertito con modificazioni dalla Legge 24 febbraio 2012 , n. 14),per cui  non sono inclusi nel conteggio dell’anzianità contributiva varie tipologie di congedi e permessi, tra cui: -l’astensione facoltativa di maternità in costanza di rapporto di lavoro – i permessi mensili previsti dall’articolo 33 della Legge 104/1992); – i congedi retribuiti per l’assistenza a familiari con grave disabilità (art. 42, D.L.vo 151/2001); – le maggiorazioni di servizio virtuali a qualsiasi ecc.); – i periodi relativi ai riscatti di laurea, specializzazione, diplomi professionali anche se oggetto di ricongiunzione (Legge 29/1979); – le assenze per sciopero; – i periodi di disoccupazione se non hanno dato titolo all’accesso alla cassa integrazione guadagni, anche se oggetto di ricongiunzione (Legge 29/1979).

Ciò premesso, si chiede un parere se tali restrizioni di calcolo pensionistico trovano applicazione anche per i periodi già fruiti precedentemente all’entrata in vigore della suddetta normativa , che avrebbe quindi anche valore retroattivo, penalizzando anche i dipendenti in procinto di andare in pensione a breve, oppure se l’applicazione di tale penalizzazione ai fini pensionistici si intende operativa  dall’entrata in vigore di tale  normativa restrittiva. Grazie.

FP – Gentile Scuola,

la L. 214/2011 rappresenta ad oggi la normativa pensionistica di riferimento.

In merito al computo dell’anzianità contrbutiva è bene chiarire che tutti i periodi indicati sono utili al raggiungimento del requisito pensionistico anticipato.

La normativa prevede una riduzione dell’importo pensionistico qualora si accede alla pensione anticipata prima dei 62 anni.

Successivamente con la L. 216/2011 è stata prevista una deroga a tali penalizzazione per coloro che, accedendo alla pensione anticipata entro il 31 dicembre 2017, possano contare su un’anzianità contributiva che “derivi esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro, includendo periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l’assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e di cassa integrazione guadagni ordinaria”.

Si evince da quanto sopra affermato che sono rimasti esclusi da questa deroga, alcune tipologie di permessi, tra questi quelli indicati dalla scuola.

Pertanto, al momento si esclude la possibilità di non applicare quanto sopra per le prossime pensioni.

E’ opportuno evidenziare che:

– visto che il meccanisco della  penalizzazione colpisce la quota retributiva della pensione, chi è stato assunto dopo il 1996 o personale che optasse di cessare il servizio ai sensi della L. 243/2004 (opzione prevista solo per donne), non saranno soggetti ad alcuna penalizzazione;

– la stessa L. 214/2011 ha previsto una clausola di salvaguardia per il personale che abbia maturato i previggenti requisiti pensionistici al 31/12/2011.

Per detto personale non si applica nessuna penalizzazione in caso di cessazione dell’attività lavorativa prima dei 62 anni di età.

Per completezza di informazione si cita l’art. 24 comma 3 della L. 214/2011:

“Il lavoratore che maturi entro il 31/12/2011 i requisiti di età e di anzianità contributiva,previsti dalla normativa vigente, prima della data di entrata in vigore del presente decreto, ai fini del diritto all’accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità, consegue il diritto alla prestazione pensionistica secondo tale normativa.”

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