Ancora chiarimenti sulla monetizzazione delle ferie per il personale assunto a TD

Maria – Gent.mo Paolo Pizzo, sono docente in “Conversazione in lingua straniera” con contratto fino al 30/06 da diversi anni. Dovrò accettare il fatto che le ferie non ci vengano più pagate (cioè, chmea i giorni di ferie spettanti vanno sottratti i giorno di sospensione didattica). Ho appena letto il seguente articolo su Orizzonte Scuola:

“[…] quando si tratta di periodo di “sospensione delle lezioni” come può essere quello delle vacanze di Natale o di Pasqua ma la scuola è “funzionante”, i docenti devono comunque essere considerati in servizio, per esempio per le attività funzionali all’insegnamento.[…]”. Se siamo considerati in servizio, perché ci “costringono” a prendere i giorni di ferie? Nelle ditte che chiudono in certi periodi, i dipendenti sono “obbligati” a prendere quei giorni di ferie, ma non sono considerati in servizio. Un cordiale saluto.

Paolo Pizzo – Gentilissima Maria,

partiamo da alcuni punti fondamentali:

  • La scuola non può disporre il dipendente in ferie d’ufficio durante l’anno scolastico, anche se si tratta della sospensione delle lezioni;
  • La monetizzazione delle ferie per i docenti con contratto al 30/6 si fa solo alla fine dell’anno scolastico e non durante l’anno, tenendo conto delle ferie che il docente ha fruito (compresi gli eventuali 6 gg. da poter fruire durante le attività didattiche) o avrebbe potuto fruire e i giorni totali di ferie che gli spetterebbero (ultime indicazioni del MEF).

A mio avviso, quindi, c’è una differenza tra ciò che accade durante l’anno e ciò che invece accade alla fine dell’anno. Ovvero tra reale fruizione e poi monetizzazione delle ferie.

Mi spiego.

Il MEF non dice alle scuole di porre il docente in ferie d’ufficio nei periodi di sospensione delle lezioni, ma di effettuare la relativa monetizzazione (questa volta sì d’ufficio) tenendo conto del totale delle ferie spettanti meno quelle che il docente ha fruito o avrebbe potuto fruire durante i periodi di sospensione delle lezioni.

In poche parole avviene questo: se il docente con contratto al 30/6 non fa nessuna richiesta di ferie durante la sospensione delle lezioni (vacanze di Natale, di Pasqua ecc.), in ogni caso tali giorni alla fine dell’anno verranno considerati “ferie” ai fini della monetizzazione, quindi tali giorni saranno sottratti alle 30 o 32 ferie da monetizzare.

Ora giustamente mi chiedi come si può considerare il docente in “servizio” durante la sospensione delle lezioni e poi invece considerare tali giorni “utili” alla sottrazione dei giorni complessivamente spettanti ai fini della monetizzazione delle ferie.

E qui c’è a mio avviso la differenza.

Nella FAQ a cui fai riferimento io ho detto chiaramente che il docente deve considerarsi in “servizio” durante la sospensione delle lezioni solo ai fini di eventuali attività collegiali che sono state programmate e inserite nel Piano Annuale deliberato ad inizio anno.

Giova ricordare che l’art. 29/1 afferma che  “L’attività funzionale all’insegnamento è costituita da ogni impegno inerente alla funzione docente previsto dai diversi ordinamenti scolastici. Essa comprende tutte le attività, anche a carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione, compresa la preparazione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione alle riunioni e l’attuazione delle delibere adottate dai predetti organi.”

Una volta che il Piano viene deliberato, le attività funzionali all’insegnamento diventano un obbligo di servizio per i docenti la cui partecipazione, quindi,  a meno di legittimi impedimenti, è obbligatoria.

L’art. 1, comma 54 della legge 24/12/2012 n. 228 (Legge di stabilità 2013) afferma che “Il personale docente di tutti i gradi di istruzione fruisce delle ferie nei giorni di sospensione delle lezioni definiti dai calendari scolastici regionali, ad esclusione di quelli destinati agli scrutini, agli esami di Stato e alle attività valutative”.

La nota del MEF afferma che giorni di sospensione delle lezioni “ si intendono, oltre a luglio ed agosto, anche i primi giorni di settembre e gli ultimi di giugno secondo il calendario scolastico, le vacanze natalizie e pasquali, l’eventuale sospensione per  l’organizzazione dei seggi elettorali e per i concorsi…

A meno di smentite del MIUR o sindacali, io sostengo che nel caso siano stati pianificati incontri collegiali dal 1° settembre all’inizio delle lezioni, oppure all’interno delle vacanze di Natale o Pasqua oppure dal termine delle lezioni al 30/6, il docente non può essere considerato in ferie e tali giorni non devono essere sottratti dal monte ferie spettanti ai fini della monetizzazione delle stesse.

Questo perché, sempre ad avviso di chi scrive, le attività funzionali all’insegnamento, sempre se programmate e deliberate ad inizio anno, sono sul piano dell’obbligatorietà pari a quelle di insegnamento (ovviamente nell’ambito delle 40+40 ore esclusi gli scrutini e gli esami).

Su questo dovranno anche riflettere quei Dirigenti che non fanno rientrare nelle 40+40 ore tutte le attività che organizzano durante i periodi che vanno dal 1° settembre all’inizio delle lezioni e dalla fine delle lezioni al 30/6, pensando che tali attività siano obbligatorie a prescindere e che non debbano essere quantificate.

Non è così.

Infatti, tutte le attività al di fuori dell’insegnamento sono obbligatorie solo se programmate, e al di fuori di quelle programmate il docente può fruire delle ferie e i relativi giorni sono sottratti dal monte ferie spettante.

Pertanto, durante le vacanze di Natale sei considerata in “servizio” solo se ci sono attività programmate, altrimenti puoi decidere di fruire delle ferie ma anche di non fruirne (la scuola non potrà infatti assegnartele d’ufficio), fermo restando, ed è questa l’unica novità (che ovviamente penalizza i dipendenti), che anche se non le fruirai tali giorni saranno sottratti dal totale delle ferie spettanti nel momento in cui la scuola dovrà effettuare il calcolo ai fini della monetizzazione (calcolo che si potrà effettuare solo a fine anno).

È utile precisare che il mio ragionamento sul periodo in cui sono programmate attività funzionali e quindi la non possibilità di fruire in quei giorni delle ferie (e di non sottrarre quindi quei giorni dal monte ferie spettanti ai fini della monetizzazione)  è solo “oggettivo” in base alle ultime indicazioni del MEF e degli obblighi descritti nel CCNL/2007.

 

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