Requisiti per la pensione anticipata e relative penalizzazioni

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Teresa – Buongiorno sono insegnante statale di scuola superiore nata il 20 febbraio 1956. Calcolando, spero con correttezza, i servizi prestati come supplente e di ruolo, al 31 Dicembre 2013 maturo  39 anni, 5 mesi e 26 giorni  di servizio.

Nel conteggio sono contemplati i seguenti periodi: 1.. 219 giorni di servizio in qualità di maestra volontaria, dal 23/10/1973 al 29/05/1974. Periodo riscattato con versamenti INPDAP nel 1983   2.. 929 giorni di servizio in qualità di supplente nel periodo (a singhiozzo) dal 09/10/1974 al 01/10/1977  3.. 125 giorni di servizio in qualità di assistente colonia estiva negli anni 1975 e 1976   4.. periodo di servizio in qualità di docente a tempo indeterminato dal 03/10/1977 a tutt’oggi. Desidero sapere. 1.. Se rientro nella possibilità di pensionamento al compimento dei 62 anni di età, che compirò nel 2018. Sono a conoscenza che la legge Fornero indica il 2007 come ultima finestra di pensionamento per chi compie 62 anni. Viceversa se sono obbligata a raggiungere i 67 anni d’età (2023).   2.. Se posso presentare domanda di pensionamento prima dei 62 anni di età e con quale penalizzazione utilizzando l’anzianità di servizio.  3.. Se è fondata l’informazione che prevede, come nel mio caso, ulteriore penalizzazione  o il recupero lavorativo del periodo di beneficio della legge 104 per assistenza al figlio disabile (le tre giornate al mese) che ho utilizzato abbastanza costantemente dal 1993. 4.. Inoltre se, anche nel caso di fruizione della Legge 388/2000 che prevede il congedo straordinario, due anni di astensione retribuita, vi è ulteriore penalizzazione o recupero lavorativo.  5.. Infine quale sia la soluzione pensionistica più conveniente dal punto di vista economico vagliando o l’anzianità di servizio o l’età pensionabile.   Grazie infinite.

FP – Gentile Teresa,

1) La L. 214/2011 ha innalzato i requisiti anagrafici per l’accesso alla pensione di vecchiaia e introdotto nuovi requisiti contributivi per il pensionamento anticipato.

In considerazione della sua età anagrafica e dell’anzianità contributiva indicata, la sua prima possibilità di “uscita” è data dal raggiungimento del requisito contributivo per la pensione anticipata.

I requisiti contributivi per la pensione anticipata nei prossimi anni sono (per le donne):

– 2013            41A   5M

– 2014/2015   41A   6M

– 2016/2018   41A 10M (dal 2016 sono dati stimati).

Pertanto raggiunge al 31/12/ 2016 una anzianità contributiva di 42A 5M 26G e soddisfa il requisito contributivo per il pensionamento anticipato previsto per il 2016.

2) Visto il punto precedente, all’età di 60 anni raggiunge la pensione anticipata.

Pertanto la normativa vigente ha previsto un meccanismo di riduzione in punti percentuali sul trattamento pensionistico qualora si accede alla  pensione anticipata con una età inferiore a 62 anni.

La penalizzazione colpisce la quota retributiva della pensione secondo le seguenti percentuali:

– 1% per ogni anno di anticipo al pensionamento rispetto ai 62 anni di età;

– 2% per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni.

Nel caso in cui l’età al pensionamento non sia intera la riduzione percentuale è proporzionale al numero di mesi.

Nella fattispecie la penalizzazione sulla quota retributiva della pensione equivale al 1,5%.

Inoltre si evidenzia che la L. 216/2011  ha previsto una deroga a tali penalizzazione per coloro che, accedendo alla pensione anticipata entro il 31 dicembre 2017 (il caso in esame), possano contare su un’anzianità contributiva che derivi esclusivamente da “prestazione effettiva” di lavoro, includendo periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l’assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e di cassa integrazione guadagni ordinaria”.

Quindi se la sua anzianità contributiva derivi esclusivamente da “prestazione effettiva”, non viene applicato il meccanismo della penalizzazione di cui sopra.

Per opportuna conoscenza  si cita il D.L. 101/2013  che ha ritenuto utili ai fini della “prestazione effettiva” anche i contributi figurativi per donazioni di sangue e congedo parentale.

– 4) Non rientrano nella “prestazione effettiva” i seguenti periodi di assenze: – i permessi legge 104/1992 per un massimo di 24 mesi anche se usufruiti;

– il riscatto: della decorrenza giuridica, dei periodi di studio e di taluni periodi non lavorati;

– congedo straordinario per gravi motivi familiari

Si ribadisce che:

– la penalizzazione colpisce la quota retributiva della pensione;

– la totale anzianità contributiva resta  utile ai fini del diritto alla pensione.

5) Oggettivamente è conveniente ritardare la pensione visto che la L. 214/2011  ha introdotto il sistema contributivo a partire dal 2012 per tutti.

Pertanto più si lavora più si contribuisce alla misura della propria pensione.

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