I 3 giorni per grave infermità:criteri di fruizione

Laura – sono una docente con contratto a tempo determinato fino al 30/06. A causa di un intervento chirurgico sostenuto da mio figlio di 11 anni, ho dovuto assentarmi dal servizio per due giorni. Infatti al momento del ricovero, i medici, mi hanno comunicato che non avrebbero accettato mio figlio senza il ricovero per accompagnamento di un genitore. Detto ciò, ho comunicato alla scuola che mi sarei assentata nei due giorni seguenti. Presentata domanda per 2 gg. di permesso retribuito, facendo riferimento all’art. 4 della legge 53/2000 e all’art. 1 del D.M. 278/2000, la scuola ha rifiutato la mia richiesta, perché in quanto precaria non avrei diritto ai suddetti permessi retribuiti. Cortesemente potresti indicarmi chi ha ragione?

Paolo Pizzo – Gentilissima Laura,

nel quesito non indichi la causa dell’intervento di tuo figlio. Quindi ti indico prima la normativa di riferimento e poi facciamo le dovute considerazioni.

Ai sensi dell’art. 15/7 del CCNL del Comparto Scuola “Il dipendente ha diritto, inoltre, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge”.

È il caso del permesso di  3 giorni retribuiti per grave infermità.

L’art. 4, comma 1 della legge 53/2000 stabilisce che: “i lavoratori hanno diritto ad un permesso retribuito di tre giorni lavorativi all’anno in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge o di un parente entro il secondo grado o del convivente, purché la stabile convivenza risulti da certificazione anagrafica”.

Ulteriori indicazioni sono contenute nell’Interpello Prot. 25/I/0007476 N. 16/2008 del 10 giugno 2008 e nella nota Prot. 25/I/0016754 del 25 novembre 2008 del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

Ai fini della fruizione del permesso si possono considerare le seguenti patologie (note del Ministero del Lavoro, interpello n. 16/2008 e nota n. 25/I/0016754 del 25.11.2008):

  1. patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale, ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche;
  2. patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali;
  3. patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario;
  4. patologie dell’infanzia e dell’età evolutiva aventi le caratteristiche di cui ai precedenti numeri 1, 2, e 3 o per le quali il programma terapeutico e riabilitativo richiede il coinvolgimento dei genitori o del soggetto che esercita la potestà.

Per comprovare il diritto alla fruizione del permesso occorrerà presentare, entro 5 giorni dalla ripresa dell’attività lavorativa, idonea documentazione medica specialistica rilasciata dalle strutture ospedaliere e dalle AA.SS.LL., attestante le gravi patologie dei soggetti cui viene prestata assistenza (è idoneo a tal fine il certificato redatto dallo specialista da cui si riscontra sia la descrizione degli elementi costituenti la diagnosi clinica che la qualificazione medico legale in termini di grave infermità).

Non è ammessa l’autocertificazione.

Pertanto, la scuola non può negare il permesso con la motivazione che spettino solo ai docenti a tempo indeterminato perché ciò non è indicato dalla legge.

Giova ricordare che il riferimento normativo è l’art. 15/7 del CCNL del Comparto Scuola in cui è specificato che “Il dipendente ha diritto, inoltre, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge”.

L’art. 19, che riguarda la fruizione dei permessi per il personale a tempo determinato, non aggiunge nulla di diverso al riguardo.

Pertanto, i 3 giorni retribuiti spettano a tutto il personale della scuola:

  • docenti, educatori ed ATA di ogni ordine e grado assunti a tempo indeterminato e determinato (anche se per “supplenza breve” o “fino avente titolo”) compreso il personale in regime di part time.

Altro discorso è invece per i requisiti: se la tua situazione non rientra nei criteri sopra espressi non puoi fruire del permesso (non potrebbe neanche un dipendente assunto a tempo indeterminato). Non è infatti un caso che i permessi si possono fruire per “grave infermità”.

Posted on by nella categoria Permessi e aspettative
Versione stampabile
ads ads