Chiarimenti sulla fruizione del congedo parentale

Annamaria – ho terminato il periodo di maternità a marzo 2013. Purtroppo non ho  potuto chiedere il congedo parentale (così mi hanno detto…) perché cessava il  contratto con la scuola proprio lo stesso giorno della fine del periodo di  maternità. Per cui non potevo rispettare le 2 condizioni (essere in costanza di nomina e rispettare il termine di preavviso). E’ così?

A settembre di questo anno, però, ho ricevuto diverse nomine (Anche a lungo termine). In quel caso, avrei potuto usufruire del congedo parentale senza prendere servizio oppure dovevo almeno un certo numero di giorni di servizio prima della richiesta? La terza e ultima domanda è: in caso di n.2 bambini, il congedo parentale lo posso richiedere per entrambe? ( e in questo caso si sommano i 6 mesi diventando 6+6?) Grazie-Cordiali Saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Annamaria,

il congedo parentale può essere chiesto dal genitore dipendente solo ed esclusivamente se vi è un rapporto di lavoro in atto all’inizio e durante il periodo di congedo richiesto.

Pertanto, per ottenere i benefici previsti per il congedo parentale, come tutti i benefici previsti da norme o da disposizioni contrattuali a domanda, il dipendente deve aver confermato il proprio rapporto di lavoro con la presa di servizio.

La presa di servizio, che non è necessaria nei soli casi in cui il personale si trovi in interdizione per gravi complicanze o congedo di maternità/paternità al momento dell’accettazione di un incarico (a tempo indeterminato o determinato), si configura come il requisito necessario e fissato dalla norma generale per il perfezionamento del rapporto di lavoro come “dipendente pubblico” se pur con un contratto a termine, per poter usufruire dei benefici previsti dal T.U. e dal Contratto Scuola.

I requisiti per avere diritto al congedo parentale e alla relativa indennità sono:

  • Sussistenza di un rapporto di lavoro in atto all’inizio e durante il periodo di astensione;
  • Vivenza del figlio;
  • Effettiva astensione dal lavoro.

Pertanto, la scuola aveva ragione e per richiedere il congedo bisogna necessariamente assumere servizio.

In quanto alla richiesta, l’art. 12 commi 7 e 8 del Contratto Scuola (art. 19 per il personale assunto a tempo determinato) stabilisce che ai fini della fruizione, anche frazionata, dei periodi di congedo parentale, la lavoratrice madre o il lavoratore padre presentano la relativa domanda, con l’indicazione della durata, all’ufficio di appartenenza di norma quindici giorni prima della data di decorrenza del periodo di astensione. La domanda può essere inviata anche per mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento purché sia assicurato comunque il rispetto del termine minimo di quindici giorni. Tale disciplina trova applicazione anche nel caso di proroga dell’originario periodo di congedo parentale.

In presenza di particolari e comprovate situazioni personali che rendano impossibile il rispetto della disciplina di cui sopra, la domanda può essere presentata entro le quarantotto ore precedenti l’inizio del periodo di astensione dal lavoro.

Per ciò che invece riguarda il parto gemellare o comunque più bambini, intanto si precisa che Il congedo parentale spetta per ogni bambino, nei primi suoi otto anni di vita (compreso il giorno dell’ottavo compleanno), a ciascun genitore.

L’INPS, con Messaggio n. p. 2001/0005/000569  del 27 giugno 2001, afferma:

“Il D. Lgs. n.  151 del 26.3.2001 contenente il T.U. delle disposizioni legislative in materia di tutela della maternità e della paternità (inviato a codeste Sedi, per una immediata conoscenza con il Msg. n. 485 del 1.6.2001), stabilisce, all’art. 32, che ciascun genitore ha diritto al congedo parentale per ogni bambino, nei suoi primi otto anni di vita.

Di conseguenza, in caso di parto gemellare o plurigemellare ciascun genitore ha diritto a fruire per ogni nato del numero di mesi di congedo parentale previsti dallo stesso art. 32 (in sintesi, per ciascun figlio, fino a 6 mesi per la madre, fino a 7 mesi per il padre, nel limite complessivo di 10 o 11 mesi fra entrambi i genitori).

Con l’occasione si precisa che per il parto plurimo non è previsto, invece, il diritto ad ulteriori periodi di congedo di maternità (astensione obbligatoria).”

 

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