Legge 104/92: l’art. 21 e l’invalidità non sono sufficienti per fruire dei 3 gg. al mese

Daniele – sono un docente precario di scuola primaria. La scorsa estate sono stato sottoposto ad un intervento chirurgico in cui mi hanno asportato un cancro ed un organo. Successivamente a ciò ho chiesto tramite il  patronato il riconoscimento dell’invalidità civile ai sensi della legge 30/03/71 n 118 ed i benefici relativi alla legge 05/02/92 n.104.

Dopo 60 giorni dalla visita della commissione istituita all’asl della città in cui risiedo ho ricevuto due verbali: in un verbale si dichiarava l’invalidità civile al 100 per cento invece nell’altro verbale (quello relativo alla legge 104) mi era riconosciuto l’handicap con grado di invalidità superiore ai 2/3 (art 21 L:104/92) ma non era riconosciuta la gravità (art. 3 comma 3 L:104792). Mi sono recato con i verbali al sindacato della scuola e al patronato per sapere se mi erano  stati riconosciuti i benefici della  la legge 104 (3 giorni  al mese per recarsi a fare i vari controlli) ed ho ricevuto due pareri discordanti: il sindacalista della scuola mi dice che la legge 104 mi è stata riconosciuta perché è sufficiente che si riconosca il grado di invalidità superiore ai due terzi (art 21 L.104/92) invece il patronato dice che non è stata riconosciuta perché manca il requisito della gravità (art. 3 comma 3 L.104/92). Chi è attendibile e devo ascoltare ?Il sindacato della scuola a cui sono iscritto o il patronato?

Paolo Pizzo – Gentilissimo Daniele,

a malincuore (in relazione alla tua condizione fisica) ti dico che ha ragione il patronato e torto il sindacato.

Le definizioni di handicap sono sostanzialmente 3:

  • Art. 3 comma 1 legge 104/92: Persona con handicap a cui non  è stata riconosciuta la connotazione di gravità.

Ai sensi di tale comma “E’ persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.”

  • Art. 3 comma 3 legge 104/92: Persona con handicap a cui è stata riconosciuta la connotazione di gravità.

Ai sensi di tale comma “Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici.”

  • art. 21: Persona con handicap superiore ai due terzi a cui non è stata riconosciuta la connotazione di gravità.

Ai sensi di tale art ” La persona handicappata con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella A annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648, assunta presso gli enti pubblici come vincitrice di concorso o ad altro titolo, ha diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili.”

Queste le agevolazioni:

l’art. 33 della stessa legge afferma:

1. La lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche adottivi, di minore con handicap in situazione di gravità […]

2. I soggetti di cui al comma 1 possono chiedere ai rispettivi datori di lavoro di usufruire, in alternativa al prolungamento fino a tre anni del periodo di astensione facoltativa, di due ore di permesso giornaliero retribuito fino al compimento del terzo anno di vita del bambino.

3. A condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità […]ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa […].

Il comma 6 recita: “La persona handicappata maggiorenne in situazione di gravità può usufruire alternativamente dei permessi di cui ai commi 2 e 3, ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferita in altra sede, senza il suo consenso.”

Dalla normativa sopra riportata è chiaro che le agevolazioni e quindi i 3 gg. di permesso spettano esclusivamente in caso di riconoscimento dell’handicap con connotazione di gravità.

Giova inoltre ricordare che non bisogna confondere il certificato di invalidità con quello della legge 104/92. Quello della invalidità civile è infatti un certificato diverso da quello della legge 104/92 a cui fanno anche riferimento agevolazioni diverse (e la condizione di handicap grave non è necessariamente correlata all’invalidità).

I certificati di cui sei in possesso non sono sufficienti per accedere alle agevolazione di cui all’art. 33 della legge 104/92.

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