Assenze per grave patologia e trattenute sullo stipendio

Francesco – Mia moglie insegnante della primaria, anzianità 30 anni circa, ha ricevuto un decreto per la riduzione stipendiale. Nello stesso ho verificato le seguenti anomalie:  I giorni rimborsati al 100% sono 236 invece dei 270 previsti.  Nel decreto inoltre sono stati computati 7 gg. di ricovero ospedale e 30 di  dimissione protetta il tutto per grave patologia certificata ad medico specialista ASL con effettuazione di terapia salvavita, patologia  che ha portato mia moglie  ad una successiva invalidità del 74% e Legge 104 art. 3 c.3, tutto comunicato alla scuola. Abbiamo fatto la domanda scritta  al Circolo didattico, facendo notare queste cose e la  risposta è stata: il conteggio è esatto. Hanno ragione? Cosa ci consiglia? La ringrazio anticipatamente.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Francesco,

mi pare di capire che la scuola sia in possesso di una certificazione di grave patologia riconosciuta tale dalla competente autorità sanitaria pubblica e che le assenze effettuate non solo sono dovute alla grave patologia riconosciuta ma anche all’effettuazione delle terapie salvavita.

Se è così le assenze rientrano a pieno titolo nell’art. 17/9 del CCNL/2007 il quale afferma che in caso di gravi patologie che richiedano terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia, di cui ai commi 1 e 8 del presente articolo, oltre ai giorni di ricovero ospedaliero o di day hospital anche quelli di assenza dovuti alle conseguenze certificate delle terapie. Pertanto per i giorni anzidetti di assenza spetta l’intera retribuzione.

Facendo un resoconto delle Circolari USR Calabria n. 4401 del 3 aprile e n. 8077 del 5 giugno 2013; circolari USR Lombardia n.10038 del 23 luglio 2004 e n. 12207 del 12.09.2012; circolari dell’UST di Foggia n. 11605 e dell’11 ottobre del 2011 si afferma quanto segue:

Il CCNL comparto scuola, a differenza dei contratti di altri comparti (CCNL Comparto Ministeri e CCNL Autonomie Locali) non individua tassativamente i casi qualificabili come gravi patologie, dai quali originano i benefici previsti.

L’assenza di una specifica classificazione potrebbe dar luogo (come, effettivamente,  in alcuni casi, ha dato luogo) ad una vera e propria ipotesi di “eccesso di potere direttivo” in capo ai dirigenti scolastici.

Infatti, gli stessi, pur in difetto di attribuzione del relativo potere, di fatto, ritengono legittima la propria valutazione discrezionale sul se e sul quando si sia in presenza di una grave patologia e, di conseguenza, sul se e sul quando accordare i relativi benefici.

Al fine di scongiurare simili ipotesi di eccesso di potere datoriale, in danno al diritto alla salute, si osserva che, nei casi in cui il lavoratore abbia prodotto una certificazione attestante una grave patologia, RICONOSCIUTA TALE DALLA COMPETENTE AUTORITÀ SANITARIA PUBBLICA, il Dirigente scolastico dovrà limitarsi a prenderne atto, senza possibilità di ulteriore giudizio.

Pertanto, la scuola deve prima di tutto essere in possesso di una certificazione riconosciuta da una autorità sanitaria (non quindi certificata dal medico di base), poi il medico di base può di volta in volta indicare nella certificazione l’assenza dovuta a grave patologia e la terapia salvavita (i due elementi devono necessariamente coesistere).

Solo a tali condizioni le assenze possono rientrare nell’art. 17/9.

A parere di chi scrive tua moglie (almeno da quello che si evince dal quesito) rientra nell’art. sopra citato.

Dovrai quindi ritornare a scuola e chiedere che ti venga data spiegazione in merito a quali giorni non sono stati fatti rientrare nella grave patologia e perché.

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