Pensione e buonuscita

Luciana – Dovrei andare in pensione l’1 Settembre 2014 con 41 anni 11 mesi 17 giorni, quando dovrei prendere la buonuscita? Sono fra quelli fermati dalla Fornero. Se la Corte Costituzionale dovesse darci ragione anche i tempi della buonuscita cambierebbero? Grazie.

FP – Gentile Luciana,

ad oggi a regolamentare la tempistica della liquidazione dell’indennità di buonuscita è il D.L. 138 del 13/8/2011 convertito nella L. n. 148 del 14/9/2011 (art. 1 commi 21 e 23).

La circolare INPDAP n. 16 del 9/11/2011 sintetizza e individua la liquidazione del TFS secondo la causa di cessazione:

1) Termine breve: entro 105 giorni dalla cessazione

In caso di cessazione dal servizio per inabilità o per decesso, continua a trovare applicazione il termine breve che prevede che la prestazione debba essere liquidata entro 105 giorni dalla cessazione. In particolare, si ricorda che l’ente datore di lavoro è tenuto a trasmettere all’Inpdap la documentazione necessaria entro 15 giorni dalla cessazione del dipendente; questo Istituto, a sua volta, provvede a corrispondere la prestazione, o la prima rata di questa, entro i tre mesi successivi alla ricezione della documentazione stessa. Decorsi questi due periodi (complessivamente pari a 105 giorni) sono dovuti gli interessi.

2) Termine di sei mesi

La prestazione non può essere liquidata e messa in pagamento prima di sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro quando questa è avvenuta per:

– raggiungimento dei limiti di età o di servizio previsti dagli ordinamenti di appartenenza (compreso il raggiungimento della massima anzianità contributiva a fini pensionistici ed il collocamento a riposo d’ufficio disposto dall’amministrazione di appartenenza);

– cessazioni dal servizio conseguenti all’estinzione del rapporto di lavoro a tempo determinato per raggiungimento del termine finale fissato nel contratto stesso (cfr. circolare n. 30 dell’1/8/2002 che ha chiarito che questa casistica è equiparata all’ipotesi di cessazione per limiti di servizio).

Nei casi rientranti nel termine in esame l’Inpdap non può procedere alla liquidazione e al pagamento della prestazione, ovvero della prima rata di questa, prima che siano decorsi sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro, Decorso tale termine, l’istituto deve mettere in pagamento la prestazione entro 3 mesi. Decorsi questi due periodi (complessivamente pari a 270 giorni) sono dovuti gli interessi.

3) Termine di 24 mesi

La prestazione non può essere liquidata e messa in pagamento prima di 24 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro, quando questa è avvenuta per cause diverse da quelle sopra richiamate, anche nell’ipotesi in cui non sia stato maturato il diritto a pensione. Tra queste cause si ricordano in particolare:

– le dimissioni volontarie;

– il recesso da parte del datore di lavoro (licenziamento, destituzione dall’impiego, ecc.).

La stessa circolare al punto 3.5 evidenzia le deroghe ammesse.

Pertanto, a mio avviso, potrebbe rientrare nella casistica prevista dalla deroga qualora la Corte Costituzionale emettesse una sentenza a lei favorevole.

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