Permessi per un consigliere comunale ed errata interpretazione del CCNL/2007

Antonio – da docente di sostegno AD01 (sono inserito nelle graduatorie ad esaurimento della Provincia X – Classi di concorso A047 Matematica, A049 Matematica e Fisica, Elenco sostegno AD01 Area scientifica ) sto prestando servizio con incarico annuale (fino al 31 agosto) presso un ITIS romano. Ricoprendo l’incarico di Assessore comunale presso il Comune X e dovendo, chiaramente, partecipare alle riunioni di giunta comunale e svolgere le attività amministrative connesse al mandato, usufruisco regolarmente (previa comunicazione anticipata degli impegni amministrativi al DS) dei permessi di cui ai commi 3, 4 e 5 dell’art. 79 D.Lgs. 267/2000.

Ultimamente la Dirigente Scolastico, con nota scritta, mi ha comunicato che: “In base all’art. 38 CCNL, è possibile per l’Istituzione Scolastica nominare un supplente per un massimo di un mese, a coperture delle assenze prodottesi a causa del suo mandato. Si evince, pertanto, che il numero massimo di giorni in cui Le è consentito assentarsi per assolvere al suo mandato è di gg.30 (trenta) per anno solare. Da un riscontro effettuato, risulta che dal 01/09/2013 ad oggi, Ella ha già beneficiato di n.29 giorni per permesso per mandato Amministrativo retribuito . Pertanto si evidenzia che, ai sensi di legge (art. 68/93 – art. 38 CCNL 2007) Ella potrà beneficiare di ulteriore 1 giorno di permesso retribuito; qualora Le fosse necessario chiedere ulteriori giorni per assolvimento del mandato istituzionale, gli stessi saranno considerati senza retribuzione. (Aspettativa senza assegno)”.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Antonio,

a mio avviso il Dirigente sta confondendo la supplenza da assegnare al docente che ti sostituisce con il numero dei permessi a disposizione. Oppure sta mettendo sullo stesso piano le due cose.

In ogni caso è in errore.

Motiviamo la risposta.

L’art. 38 del CCNL/2007 (personale docente) dispone che:

“1.Nei confronti del personale docente chiamato a ricoprire cariche elettive, si applicano le norme di cui al d.lgs 18.08.2000, n.267 e di cui all’art. 68 del d.lgs. 30 marzo 2001, n.165. Il personale che si avvalga del regime delle assenze e dei permessi di cui alle leggi predette, è tenuto a presentare, ogni trimestre, a partire dall’inizio dell’anno scolastico, alla scuola in cui presta servizio, apposita dichiarazione circa gli impegni connessi alla carica ricoperta, da assolvere nel trimestre successivo, nonché a comunicare mensilmente alla stessa scuola la conferma o le eventuali variazioni degli impegni già dichiarati.

2. Nel caso in cui il docente presti servizio in più scuole, la predetta dichiarazione va presentata a tutte le scuole interessate.

3. Qualora le assenze dal servizio derivanti dall’assolvimento degli impegni dichiarati non consentano al docente di assicurare la necessaria continuità didattica nella classe o nelle classi cui sia assegnato PUÒ FARSI LUOGO ALLA NOMINA DI UN SUPPLENTE PER IL PERIODO STRETTAMENTE INDISPENSABILE E, COMUNQUE, SINO AL MASSIMO DI UN MESE, DURATA PROROGABILE SOLTANTO OVE SE NE PONGA L’ESIGENZA IN RELAZIONE A QUANTO DICHIARATO NELLA COMUNICAZIONE MENSILE di cui al comma 1, sempreché non sia possibile provvedere con altro personale docente in soprannumero o a disposizione.

4. Per tutta la durata della nomina del supplente il docente, nei periodi in cui non sia impegnato nell’assolvimento dei compiti connessi alla carica ricoperta, è utilizzato nell’ambito della scuola e per le esigenze di essa, nei limiti dell’orario obbligatorio di servizio. prioritariamente per le supplenze e per i corsi di recupero.

5. La programmazione delle assenze di cui ai precedenti commi 1 e 2 non ha alcun valore sostitutivo della documentazione espressamente richiesta dal D.lgs. n.267/2000, che dovrà essere prodotta tempestivamente dall’interessato.”

Ai sensi quindi dei commi 3 e 4 dell’art. citato, la durata di un mese non è riferita al totale dei permessi che puoi fruire durante il tuo mandato ma alla durata della supplenza di chi ti sostituisce.

Ovvero è LA NOMINA DEL SUPPLENTE che deve essere effettuata per il periodo strettamente indispensabile e, comunque, SINO AL MASSIMO DI UN MESE, durata comunque prorogabile (anche di mese in mese fino alla fine dell’anno scolastico) soltanto ove se ne ponga l’esigenza in relazione a quanto dichiarerai tu nella comunicazione mensile, sempreché non sia possibile provvedere con altro personale docente in soprannumero o a disposizione.

Pertanto, i tuoi permessi sono ancora regolati dagli artt. 79, 80 e 81 del D.Lgs. n. 267/2000, come modificati dalla Legge n. 244/2007, dall’art. 16/21 del D.L. n. 138/2011, convertito nelle Legge n. 148/2011 e dall’art. 2 bis della Legge n. 26/2001; art. 68 del D.Lgs. n. 165/2001.

Dovrai far notare l’errata interpretazione della norma al Dirigente.

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