Pensione e possibilità di “uscite”

Pier Vincenzo – Sono un insegnante delle scuole superiori nato il 29 giugno 1958 e, compreso il riscatto di 4 anni di laurea ed il ricongiungimento di 3 anni e 10 mesi di lavoro presso privati, ho versato contributi dal 1 novembre 1976 ad oggi per un totale, al 31 dicembre 2013, di anni 37. Quando potrò andare in pensione? Gran parte (quota fino al 2011) della pensione sarà erogata con metodo retributivo? Subirò una eventuale penalizzzazione? Grazie per la risposta!

FP – Gentile Pier Vincenzo,

come lei ben saprà, la riforma pensionistica nell’ ultimo decennio è stata  oggetto di molteplici cambiamenti.

Ad oggi la riforma pensionistica, regolamentata dalla L. 214/2011, prevede la possibilità di andare in pensione secondo il requisito dell’età anagrafica o  dell’anzianità contributiva.

La prima possibilità di “uscita” che le si presenta è rappresentata dal  raggiungimento del requisito per il pensionamento anticipato.

I requisiti per la pensione anticipata, per i prossimi anni  sono: (per i maschi)
– 2013           42 anni e 5 mesi di anzianità contributiva;
– 2014/2015  42 anni e 6 mesi di anzianità contributiva;
– 2016/2018  42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva;
– 2019/2020  43 anni e 2 mesi di anzianità contributiva.

Vista la sua anzianità contributiva al 31/12/2013 di 37anni, lei raggiunge il  requisito per la pensione anticipata, così come prescritto dalla normativa, nel  2020, quando ha una anzianità contributiva al 31/12/2020 di 44 anni.

Pertanto a decorrere dal 1/9/2020  sarà in pensione, all’età di 62 anni e di conseguenza non subirà alcuna penalizzazione.

La misura della sua pensione, cos’ come previsto dalla L. 214/2011, sarà  calcolata con il metodo retributivo fino al 31/12/2011 e dal 2012 con il metodo  contributivo.

Doveroso una precisazione:
i requisiti indicati dal 2016 sono frutto di studi statistici e pertanto  potrebbero subire delle variazioni.

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