Permessi legge 104/92: Programmazione dei permessi e carattere dell’urgenza

Salvatore – insegno in un liceo scientifico,il  problema che vorrei esporle è questo: mia moglie,purtroppo,è stata riconosciuta  portatore di handicap art. 3  comma 3 e quindi usufruisco dei benefici previsti dalla legge 104/92; il dirigente scolastico della scuola dove insegno sostiene che per  usufruire dei tre giorni di permesso mensili devo prima concordarli con lui o  quantomeno avvisarlo con congruo anticipo e,addirittura,se mi serve nella stessa  giornata,devo comunicarlo a lui personalmente e portare,poi, la  giustificazione. Tutto questo,a suo parere,secondo quanto previsto dall’ultima  circolare INPS. Io non sono d’accordo,in quanto posso prendere il permesso nella  stessa giornata e non devo assolutamente portare nessuna   giustificazione,credo,però,che se so quando mi serve è giusto oltre che doveroso  informare tempestivamente la scuola. Le chiedo come devo  comportarmi. Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Salvatore,

Con la Circolare n. 90/2007 l’INPS affermava che in sede di richiesta dei  benefici ex art. 33 della legge 104/92, sarà prodotto un “Programma di assistenza” a firma congiunta del lavoratore richiedente e della persona con disabilità in situazione di gravità che dell’assistenza si giova – ovvero del suo amministratore di sostegno ovvero del suo tutore legale –, sulla cui eventuale valutazione di congruità medico legale si esprimerà il dirigente responsabile del Centro medico legale della sede INPS competente.

Con la Circolare n. 53/2008 ha modificato il proprio orientamento affermando:

“La Circolare n. 90/2007 aveva previsto, per il richiedente i permessi di cui alla legge 104/92 che risiedesse o lavorasse in luogo distante da quello in cui risiedeva il soggetto disabile, la presentazione, all’atto della richiesta, di un programma di assistenza  a firma congiunta con la persona da assistere, consistente in una pianificazione motivata delle modalità con cui si intendesse assistere il disabile in situazione di gravità.

Tale modalità, a garanzia del disabile e dell’Istituto, ha incontrato diverse difficoltà attuative.

Scopo della suddetta programmazione era quello di poter accertare, nel precipuo interesse del disabile e a tutela della correttezza sostanziale dell’erogazione economica, il requisito della continuità dell’assistenza, richiesto dall’art. 33, comma 3 della legge 104/92.

Ciò premesso, anche a seguito di approfondimenti sollecitati dal Garante per la Protezione dei dati Personali e con sua approvazione, facendo seguito alle indicazioni contenute al punto precedente (2) relativamente alla natura giuridica del provvedimento dell’Istituto di riconoscimento del diritto alla fruizione dei permessi cui all’art. 33 della legge 104/92 , si precisa quanto segue:

la verifica della concreta sussistenza dei requisiti di sistematicità e adeguatezza dell’assistenza ai fini della concessione dei permessi, e’ un potere che compete esclusivamente al datore di lavoro nella concreta gestione del singolo rapporto lavorativo (anche alla luce dell’orientamento giuridico espresso dalla citata sentenza della Corte di Cassazione-Sezione Lavoro del 5 gennaio 2005 n. 175), nell’esercizio del diritto-dovere di verifica in concreto dei requisiti di legge per la concessione dei permessi citati. Le sedi, pertanto, dovranno da adesso in avanti astenersi dal richiedere detto programma.”

La Funzione Pubblica, nella circolare n. 13/2010, precisa che:

“Salvo dimostrate situazioni di urgenza, per la fruizione dei permessi, l’interessato dovrà comunicare al dirigente competente le assenze dal servizio con congruo anticipo, se possibile con riferimento all’intero arco temporale del mese, al fine di consentire la migliore organizzazione dell’attività amministrativa”.

Anche il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, in un interpello il n. 31/2010 del 6 luglio 2010, relativo alla richiesta di chiarimenti sulle modalità di fruizione dei tre giorni di permesso mensile, frazionabili anche in permessi orari, per quanto concerne:

  •  il preavviso con il quale tale permesso deve essere richiesto dal lavoratore avente diritto;
  • il soggetto – datore di lavoro o dipendente – che stabilisce le date di fruizione del permesso;
  • la facoltà del dipendente di modificare unilateralmente la giornata programmata per la fruizione del permesso, spostandola ad altra data, ha chiarito, acquisito il parere della Direzione generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro;

ha dichiarato quanto segue:

“Stante l’assenza di una disciplina normativa in ordine alle problematicità oggetto di interpello, occorre richiamare principi di carattere generale volti a contemperare la necessità di buon andamento dell’attività imprenditoriale con il diritto all’assistenza da parte del disabile.

In tal senso si ritiene possibile, da parte del datore di lavoro, richiedere una programmazione dei permessi, verosimilmente a cadenza settimanale o mensile, laddove:

  • Il lavoratore che assiste il disabile sia in grado di individuare preventivamente le giornate di assenza;
  • purché tale programmazione non comprometta il diritto del disabile ad una effettiva assistenza;
  • segua criteri quanto più possibile condivisi con i lavoratori o con le loro rappresentanze;
  •  la predeterminazione di tali criteri dovrebbe altresì garantire il mantenimento della capacità produttiva dell’impresa e senza comprometterne, come detto, il buon andamento.

I medesimi principi dovrebbero evidentemente essere osservati per quanto concerne la possibilità, da parte del dipendente, di modificare la giornata in precedenza programmata per la fruizione del permesso, fermo restando che improcrastinabili esigenze di assistenza e quindi di tutela del disabile, non possono che prevalere sulle esigenze imprenditoriali.”

Pertanto, la programmazione dei permessi da parte del dipendente potrebbe essere ritenuta una buona regola, fermo restando l’urgenza per garantire una adeguata assistenza.

Detto questo, è utile precisare che il dipendente non deve presentare una documentazione a giustificazione dei permessi ogni volta che ne fruisce e né tanto meno se la fruizione dei permessi è ritenuta “urgente” e fuori dallo schema a suo tempo presentato.

Questo perché sappiamo bene che a volte l’esigenza dell’assistenza al disabile è imprevedibile e non può essere sempre programmata. Non solo, c’è anche da aggiungere che non sempre può essere “dimostrata” o documentata.

In conclusione, Il Dirigente che dovesse chiederti la “giustificazione” del permesso commetterebbe un abuso.

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