Salvaguardati e pensione

Luciano – la domanda che volevo porLe e’ sul problema  salvaguardati e pensione. le premetto che né  sindacati ne’ Inps ne’ Inpdap  mi danno una risposta chiara e conforme. la mia situazione  in breve: nato  27  03  1955 insegnavo ed musicale scuola media 1° grado dal 1976. licenziato ed esonerato dal servizio dal 1 sett 2011. dal 1° sett  2011 ho cominciato  a versare contributi volontari.  se continuo a versarli arrivo a 40 anni di servizio nel dicembre 2014, pertanto la mia scelta e’ stata andare in pensione di anzianita’ dopo 40 anni di contributi. al momento del mio licenziamento 2011 non esisteva alcuna riforma Monti- Fornero rientro in qualche fascia di salvaguardia …e percio’ se verso sempre i contributi  vado in pensione con la vecchia legge o no?  E quando la percepiro’ ? Non ho intenzione di pagare altri anni fino al raggiungimento dei 42, e 6 mesi……Se puo’ aiutarmi a capire La ringrazio con una composizione musicale originale a Lei dedicata  :).

FP – Gentile prof. Luciano,

premetto che il nostro servizio non vuole assolutamente sostituirsi agli Istituti di Previdenza, ma  cerca di dare delle risposte oggettive e supportate dalla normativa, nei limiti del possibile, vista la complessità della materia.

In merito al suo quesito sui “salvaguardati” della riforma Fornero, la risposta ci viene fornita dall’ articolo 24 comma 14  lettere a/b/c/d/e.

In sintesi, il suddetto articolo individua quella platea dei lavoratori che potrebbero esercitare il diritto al pensionamento secondo i requisiti previgenti la riforma Fornero.

Il legislatore ha voluto salvaguardare i suddetti lavoratori:

a) lavoratori in mobilità in base ad accordi sindacali stipulati prima del 31/10/2011;

b) lavoratori in mobilità di lunga durata in base ad accordi collettivi stipulati entro il 31/10/2011;

c) lavoratori destinatari, alla data del 31/10/2011, di prestazioni a carico di fondi di solidarietà;

d) lavoratori autorizzati alla contribuzione volontaria prima del 31/10/2011;

e) lavoratori che alla data del 31/10/2011, hanno in corso l’istituto dell’esonero del servizio.

Secondo quanto viene da lei indicato, potrebbe rientrare nella casistica della lettera D e/o E.

Pertanto, a mio avviso,  potrebbe andare in  pensione con i requisiti della precedente riforma pensionistica ovvero:

raggiunti i 40 anni di contributi, interromperà la contribuzione volontaria ed avrà diritto alla riscossione della pensione nei tempi previsti dalla previgente riforma pensionistica.

Mi permeto di condividere con lei due elementi:

1) la volontà del legislatore di tutelare quei lavoratori che al momento di determinate scelte non potevano prevedere che a distanza di pochi mesi venisse stravolto l’impianto pensionistico in vigore fino a quel momento;

2) l’uso del condizionale nel mio intervento è d’obbligo in quanto suggerito da quanto disposto dal comma 15 dello stesso articolo, che recita:

“Gli enti gestori di forme di previdenza obbligatoria provvedono al monitoraggio, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro o dell’inizio del periodo di esonero di cui alla lettera d) del comma 14, delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori di cui al comma 14 che intendono avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima della entrata in vigore del presente articolo. Qualora dal predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del numero di 50.000 domande di pensione, i predetti Enti non prenderanno in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei benefici previsti dalla disposizione di cui al presente comma”

Si resta in attesa della composizione musicale a me dedicata.

 

 

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