Interdizione per attività lavorativa pericolosa, faticosa, insalubre prima del parto e fino a 7 mesi dopo

Scuola – Buongiorno, ho chiamato un supplente su un posto di sostegno per sostituire il titolore in stato di interdizione per gravidanza, ha accettato una docente anche lei in gravidanza all 6^ settimana, domando: visto che insegnante di sostegno, secondo il nostro documento dei rischi, deve mettersi subito in interdizione, la pratica con l’ispettorato del lavoro deve essere aperta dall’istituto o deve essere la docente a presentare tale domanda.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

l’istanza può essere presentata sia dal Dirigente che dalla docente. Bisogna prima considerare se sia o no possibile spostare la docente ad altra mansione.

Di seguito i chiarimenti.

Ai  sensi  degli  artt.  7  e  17  del  D.Lgs  n.  151/2001 la  lavoratrice  può  essere  collocata  in interdizione per attività lavorativa pericolosa, faticosa, insalubre prima del parto e fino a 7 mesi dopo.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in una nota del 14 novembre 2005 (prot. n. 15) ha affermato:

In relazione alla richiesta […] di concedere l’astensione del lavoro fino a sette mesi dopo il parto alle educatrici professionali nelle comunità alloggio per minori ed alle insegnanti di sostegno  nella  scuola  materna  ed  elementare,  si  condivide  l’indirizzo  fornito  da  codesta Direzione Regionale alla Dpl di Brescia, ovvero di autorizzare l’astensione post-partum fino a sette mesi valutando, di volta in volta, ogni singolo caso. Si sottolinea, comunque, che tali astensioni   possono   essere   concesse   solo   dopo   valutazioni   molto   rigorose   dei   rischi effettivamente  presenti nelle varie situazioni lavorative, atteso che le lavoratrici operano in strutture che non sono  genericamente assimilabili a centri di igiene mentale o a reparti di malattie infettive. A tal proposito,  si evidenzia come, in sede di sopralluogo ispettivo, debba essere posta particolare attenzione al  documento di valutazione dei rischi, che il datore di lavoro è tenuto ad istituire ai   sensi dell’art. 11   Dlgs n. 626/1995 ed ad integrare ai sensi dell’art. 11 Dlgs n. 151/2001. Infatti, la corretta e puntuale valutazione dei rischi, unitamente al coordinamento ed alla supervisione a cui sono soggette le attività lavorative in questione, possono condurre ad un abbattimento del numero dei provvedimenti di astensione fino a sette mesi dopo il parto”.

Il Dirigente scolastico, venuto a conoscenza dello stato di gravidanza, è tenuto ad allontanare immediatamente la dipendente da una eventuale situazione di rischio, esonerandola da lavori a rischio, modificando l’organizzazione del lavoro, ovvero provvedendo ad assegnarla ad altra mansione compatibile.

Qualora le modifiche delle condizioni di lavoro non fossero possibili per motivi organizzativi o altro, informa per iscritto il Servizio Ispezione della Direzione Provinciale del Lavoro per i provvedimenti di competenza (astensione per il periodo della gravidanza che può estendersi fino a sette mesi dopo il parto).

Tale procedura può essere effettuata dalla stessa lavoratrice che, munita di un certificato redatto da un medico convenzionato ASL che attesti lo stato di gravidanza e le condizioni di rischio, può recarsi direttamente alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competente, che procede all’istruttoria, ed all’autorizzazione all’astensione anticipata nel caso in cui il Dirigente scolastico dichiari l’impossibilità allo spostamento di altra mansione.

Posted on by nella categoria Maternità e Paternità
Versione stampabile
ads ads