Maternità: l’interdizione per gravi complicanze non va confusa con l’assenza per malattia

Docente – sono una docente di matematica e fisica a tempo indeterminato. Da qualche settimane ho scoperto di essere incinta, ma un paio di giorni fa, il 3/1, mi sono sentita male e mi son recata al pronto soccorso. Il ginecologo dell’ospedale mi ha diagnosticato minacce di aborto e mi ha rilasciato un certificato, su carta intestata dell’ospedale, nel quale mi prescriveva 20 giorni di riposo. Con questo certificato mi sono recata presso l’ufficio di medicina legale della stessa asl, che emetterà il decreto d interdizione per questi 20 giorni. oggi, martedì 7, ho comunicato alla scuola di servizio quanto accaduto e mi hanno detto che il certificato rilasciato dall’asl non basta come giustificativo, ma la segreteria mi ha chiesto il certificato telematico, in quanto il dirigente è tenuto ad inviare la visita fiscale. Secondo la scuola, il ginecologo è in difetto perché non ha rilasciato il certificato telematico ed è passibile di pena pecuniaria. Così mi son recata dal medico di base, quasi costringendolo ad emettere il certificato telematico. Mi chiedo: le richieste della scuola sono legittime o bastava il decreto di  interdizione della asl? il ginecologo è effettivamente passibile di pena pecuniaria? Ancora, in caso di gravidanza a rischio la visita fiscale non viene richiesta solo nel caso di certificato rilasciato da medico privato? Tra l’altro la visita non è da effettuarsi in un consultorio? Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima docente,

dal quesito si evince chiaramente che sarai collocata in interdizione per gravi complicanze della gestazione. Pertanto, non si tratta di “malattia”.

Per la prima, quindi, a differenza dell’assenza per malattia, non è previsto l’invio telematico della certificazione e ci si deve necessariamente rivolgere ad un ginecologo e non al medico di base. Cosa che appunto tu hai correttamente fatto.

Pertanto, le pretese della scuola sono infondate e probabilmente ha confuso l’interdizione a rischio con l’assenza per “malattia”.

Questo l’iter che potrai far leggere alla scuola (compresa la risposta al tuo secondo quesito).

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