Corsi di aggiornamento: il docente è obbligato alla partecipazione?

Myriam  – Sono un’insegnante in ruolo dal 30 Agosto 2013 e la scuola presso cui insegno avvierà tra fine Gennaio e inizi di Febbraio tre incontri per un corso di formazione che riguardano il curricolo, suddivisi per materie: uno per italiano, l’altro per storia e l’ultimo per matematica. Sulla circolare si precisa che “è prevista una partecipazione plenaria”; vuol dire che partecipare agli incontri è obbligatoria come quello sulla sicurezza? Grazie per il prezioso aiuto che sempre ci fornite.

Paolo Pizzo – Gentilissima Myriam,

l’art. 29/1 del CCNL comparto Scuola afferma che “L’attività funzionale all’insegnamento è costituita da ogni impegno inerente alla funzione docente previsto dai diversi ordinamenti scolastici. Essa comprende tutte le attività, anche a carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione, compresa la preparazione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione alle riunioni e l’attuazione delle delibere adottate dai predetti organi.

L’art. 65/1 dispone che “Alle istituzioni scolastiche singole, in rete o consorziate, compete la programmazione delle iniziative di formazione, riferite anche ai contenuti disciplinari dell’insegnamento, funzionali al POF, individuate sia direttamente sia all’interno dell’offerta disponibile sul territorio, ferma restando la possibilità dell’autoaggiornamento.

L’art. 66 aggiunge: “In ogni istituzione scolastica ed educativa il Piano annuale delle attività di aggiornamento e formazione destinate ai docenti è deliberato dal Collegio dei docenti coerentemente con gli obiettivi e i tempi del POF, considerando anche esigenze ed opzioni individuali. Analogamente il DSGA predispone il piano di formazione per il personale ATA.”

Pertanto, qualunque corso di aggiornamento proposto deve avere l’approvazione del Collegio dei docenti a cui spetta la delibera per l’istituzione del corso.

Bisogna quindi stabilire se tali corsi da te elencati sono stati deliberati, altrimenti sono, per così dire, “nulli”.

Una volta quindi che il collegio delibera il corso di aggiornamento, la frequenza è vincolante per tutti i docenti, a meno che il docente non ha fatto rilevare e fatto inserire nel verbale che registra la seduta il suo dissenso o comunque la sua volontà a non partecipare al corso.

Pertanto, dal momento che una delibera collegiale non può rendere obbligatorio un corso di aggiornamento perché ciò non è stabilito dal Contratto, e quindi andrebbe contro una norma pattizia, se il docente al momento della delibera esprime il suo non interesse alla partecipazione si deve ritenere libero dal vincolo che andrà a costituire la delibera.

Come già detto in altre occasioni, stiamo sempre attenti a ciò che si delibera negli appositi organi collegiali.

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