Permessi: I 15 gg. per matrimonio spettano anche in occasione delle nozze gay?

Monica – Salve, vorrei sapere se nei 15 gg di congedo matrimoniale è contemplato anche il matrimonio omosessuale contratto all’estero in un paese UE. Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Monica,

L’art. 15 comma 3 del CCNL comparto Scuola prevede che il personale docente, educativo ed ATA assunto a tempo indeterminato ha diritto ad un permesso retribuito continuativo e non fraziona­bile di quindici giorni che decorrono dalla data indicata dal dipendente stesso e comunque in uno spazio temporale compreso tra una settimana prima e due mesi successivi al matrimonio stesso; nel periodo, continuativo e non frazionabile, si conteggiano tutti i giorni ricadenti all’interno dello stesso anche non lavorativi e festivi.

Il  DPR 396/2000 all’art. 16 recita:

Il  matrimonio  all’estero,  quando  gli  sposi  sono entrambi cittadini  italiani  o uno di essi e’ cittadino italiano e l’altro e’ cittadino  straniero,  puo’  essere  celebrato  innanzi all’autorita’ diplomatica  o  consolare  competente,  oppure  innanzi all’autorita’ locale  secondo  le  leggi  del luogo. In quest’ultimo caso una copia dell’atto   e’   rimessa   a  cura  degli  interessati  all’autorita’ diplomatica o consolare.”

il 17 recita:

L’autorità  diplomatica  o  consolare trasmette ai fini della trascrizione  copia  degli  atti  e  dei  provvedimenti  relativi  al cittadino  italiano  formati  all’estero  all’ufficiale  dello  stato civile  del  comune  in  cui  l’interessato ha o dichiara che intende stabilire  la  propria residenza, o a quello del comune di iscrizione all’Anagrafe  degli  italiani  residenti all’estero o, in mancanza, a quello  del comune di iscrizione o trascrizione dell’atto di nascita, ovvero,  se  egli e’ nato e residente all’estero, a quello del comune di  nascita  o  di  residenza  della madre o del padre di lui, ovvero dell’avo  materno  o  paterno.  Gli  atti di matrimonio, se gli sposi risiedono  in  comuni  diversi, saranno inviati ad entrambi i comuni, dando  ad essi comunicazione del doppio invio. Nel caso in cui non e’ possibile  provvedere con i criteri sopra indicati, l’interessato, su espresso   invito  dell’autorità diplomatica  o  consolare,  dovrà indicare un comune a sua scelta.”

Sull’argomento rileviamo inoltre diverse sentenze della Cassazione  (es. 14 febbraio 1975, n. 569; 28 aprile 1990) le quali avevano già affermato che il matrimonio contratto all’estero è valido indipendentemente dalle formalità relative alla pubblicazione ed alla trascrizione nei registri di stato civile.

Pertanto, a parere di chi scrive, i due mesi per la fruizione del permesso decorrono dalla data del matrimonio celebrato all’estero in quanto l’art. 15/3 citato fa riferimento, ai fini del periodo massimo di fruizione, alla “data del matrimonio”.

Detto questo, affrontiamo la seconda questione ovvero se può essere valido ai fini del permesso il matrimonio omosessuale.

L’art. 8 della Legge 25 marzo 1985, n. 121 (Ratifica ed esecuzione dell’accordo con protocollo addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, che apporta modifiche al Concordato lateranense dell’11 febbraio 1929, tra la Repubblica italiana e la Santa Sede) afferma che il matrimonio religioso cui sono collegati effetti civili è solo quello celebrato in assenza di qualsiasi precedente vincolo civile:

Sono riconosciuti gli effetti civili ai matrimoni contratti secondo le norme del diritto canonico, a condizione che l’atto relativo sia trascritto nei registri dello stato civile, previe pubblicazioni nella casa comunale.

Subito dopo la celebrazione, il parroco o il suo delegato spiegherà ai contraenti gli effetti civili del matrimonio, dando lettura degli articoli del codice civile riguardanti i diritti ed i doveri dei coniugi, e redigerà quindi, in doppio originale, l’atto di matrimonio, nel quale potranno essere inserite le dichiarazioni dei coniugi consentite secondo la legge civile.”

[…]

“La richiesta di trascrizione é fatta, per iscritto, dal parroco del luogo dove il matrimonio é stato celebrato, non oltre i cinque giorni dalla celebrazione. L’ufficiale dello stato civile, ove sussistano le condizioni per la trascrizione, l’effettua entro ventiquattro ore dal ricevimento dell’atto e ne dà notizia al parroco. Il matrimonio ha effetti civili dal momento della celebrazione, anche se l’ufficiale dello Stato civile, per qualsiasi ragione, abbia effettuato la trascrizione oltre il termine prescritto. La trascrizione può essere effettuata anche posteriormente su richiesta dei due contraenti, o anche di uno di essi, con la conoscenza e senza l’opposizione dell’altro, sempre che entrambi abbiano conservato ininterrottamente lo stato libero dal momento della celebrazione a quello della richiesta di trascrizione, e senza pregiudizio dei diritti legittimamente acquisiti dai terzi.”

In poche parole il matrimonio riconosciuto ai fini dell’applicazione dell’attuale CCNL/2007 è quello del diritto canonico, e in ogni caso in Italia attualmente non sono riconosciuti gli effetti civile del matrimonio omosessuale.

Si è comunque a conoscenza di un Ente pubblico che ha derogato il Contratto in questo senso (Università di Bologna), concedendo il permesso ad un ricercatore, mentre nel privato, soprattutto all’estero (grazie anche ad una sentenza della Corte europea), la questione è abbastanza diffusa, e anche in Italia il permesso è stato riconosciuto (vedi Servizi Italia di Parma), ma solo dietro uno specifico accordo con i sindacati o comunque applicando una deroga contrattuale.

A mio avviso, quindi, e si precisa che il parere è esclusivamente di natura tecnica, in assenza di una specifica deroga al CCNL, la scuola potrebbe negarti il permesso.

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