Il requisito per la pensione di vecchiaia

Sergio – chiedo la tua consulenza sulla mia posizione, che con la vecchia legge mi avrebbe garantito già un’uscita sicura. Nato il 2.7.1951, sono entrato in servizio permanente come docente nella scuola il 6.10.1984, con decorrenza giuridica dal 1.9.1984. Ho riscattato il periodo degli studi universitari, equivalente a 4 anni e il lavoro prestato presso un’azienda privata dal 13.6.1981 al 1.9.1983, equivalente a 2 anni e 3 mesi circa. Complessivamente, quindi, dovrei aver maturato, al 31.8.2014, 36 anni di servizio più qualche frazione, unito ad un’età di anni 63. So che è stato presentato un nuovo disegno di legge da parte delle parlamentari che si stanno interessando della vicenda dei Quota 96, ma non riesco a districarmi tra i riferimenti legislativi. Cosa posso aspettarmi? Posso fare la domanda di pensione? Grazie per una risposta e molti cordiali saluti.

FP – Gentile Sergio,

la riforma pensionistica intervenuta nel 2011, ha introdotto:

– nuovi requisiti per la pensione anticipata, legata all’anzianità contributiva;

– innalzato i requisiti per la pensione di vecchiaia legati all’età.

Considerato il suo servizio e la sua età anagrafica, al momento la prima possibilità di “uscita” è rappresentato nel raggiungimento del requisito per la pensione di vecchiaia.

Nel 2018, all’età di 67 anni può andare in pensione con dcorrenza 1/9, soddisfacendo il requisito previsto ovvero 66 anni e 7 mesi.

Si precisa che dal 2016 i requisiti sono frutto di una indagine statistica e pertanto potrebbero subire delle variazioni.

Per quanto concerne il discorso sulla cosiddetta “quota 96”, al momento non si hanno indicazioni certe sulla loro applicabilità ma soprattutto sulla platea di personale che potrebbe essere coinvolto.

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