Pensioni: quando l’Amministrazione “può” ma non “deve” procedere alla risoluzione unilaterale del contratto…

Nicola – sono un insegnante della scuola secondaria di II grado che a dicembre 2011 aveva maturato 39 anni e 11 mesi di contribuzione e 57 anni di età, al 31 12 2014 avrà 60 anni di età e 42 anni e 11 mesi di contribuzione. Visto che non ho nessuna voglia di andare in pensione, sono sicuro di poter permanere in servizio o scatterà la famigerata pensione coatta di brunettiana memoria? Ho sentito alcuni pareri :sono però tra loro discordanti. Grazie.

FP – Gentile Nicola,

la normativa vigente dispone che la  cessazione d’ufficio può avvenire per:

– età anagrafica;

– anzianità contributiva.

Sono dimessi d’ufficio, coloro che:

1) entro il 31/8/2014 compiono 65 anni e contemporaneamente in possesso dei requisiti maturati entro il 31/12/2011 della normativa previgente;

2) entro il 31/8/2014 compiono 66 anni e 3 mesi non in possesso dei requisiti di cui al punto1;

3) sono stati già destinatari di trattenimento in servizio concesso fino al 31/8/2014;

4) raggiungono  una anzianità contributiva al 31/8/2014 di 42 anni e 6 mesi per glio uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne.

Il caso specifico rientra nella casistica del punto 4.

A parere di chi scrive: l’ Amministrazione ha la facoltà ma non l’obbligo.

A conferma di quanto appena affermato, di seguito si evidenzia uno stralcio della nota  MIUR sui pensionamenti, prot. 2855 del 23/12/2013:

“L’Amministrazione può altresì procedere alla risoluzione unilaterale del contratto al compimento, entro il 31/08/2014, dell’anzianità contributiva di 41 anni e 6 mesi per le donne o 42 anni e 6 mesi per gli uomini”

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