Supplenze: se in servizio su due spezzoni è possibile abbandonarne uno senza avere conseguenze per l’altro in corso?

Sonia – Sono una insegnante precaria, iscritta nella graduatoria di istituto. Ho un contratto a tempo determinato in qualità di docente supplente annuale per un posto normale e per l’insegnamento di A050 su cattedra orario esterna, con decorrenza dal 18/09/2013 e cessazione al 31/08/2014 per n.12 ore diurne presso un istituto, con completamento per n. 6 ore serali presso un altro istituto.  Chiedo se è possibile rinunciare alle sei ore serali (motivo: partecipazione al percorso abilitante speciale), e la relativa normativa. Grazie!

Paolo Pizzo – Gentilissima Sonia,

si premette che la normativa che regola i rapporti a tempo determinato per i docenti (CCNL/2007 e più nello specifico il DM 131/07) non prevede (così come non lo esclude) il caso in questione.

L’art. 8 del DM 131/07 (Regolamento delle supplenze) stabilisce:

  • Supplenze conferite sulla base delle graduatorie ad esaurimento:

1. la rinuncia ad una proposta di assunzione o l’assenza alla convocazione comportano la perdita della possibilità di conseguire supplenze sulla base delle graduatorie ad esaurimento per il medesimo insegnamento;
2. la mancata assunzione di servizio dopo l’accettazione, attuatasi anche mediante la presentazione preventiva di delega, comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze, sia sulla base delle graduatorie ad esaurimento che di quelle di circolo e di istituto, per il medesimo insegnamento;
3. l’abbandono del servizio comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze, sia sulla base delle graduatorie ad esaurimento che di quelle di circolo e di istituto, per tutte le graduatorie di insegnamento.

  •  Supplenze conferite sulla base delle graduatorie di circolo e di istituto:

1. la rinuncia ad una proposta contrattuale o alla sua proroga o conferma ripetuta per due volte nella medesima scuola comporta, esclusivamente per gli aspiranti totalmente inoccupati al momento dell’offerta di supplenza, la collocazione in coda alla relativa graduatoria di terza fascia;
2. la mancata assunzione in servizio dopo l’accettazione comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze per il medesimo insegnamento in tutte le scuole in cui si è inclusi nelle relative graduatorie;
3. l’abbandono del servizio comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze, conferite sulla base delle graduatorie di circolo e di istituto, per tutte le graduatorie di insegnamento.

Il mio parere è che sarebbe possibile l’abbandono di “una delle due supplenze” solo se queste siano state conferite da due diverse scuole.

L’art. 7/6 del DM 131/07 recita: “Per la sostituzione del personale docente con orario d’insegnamento strutturato su più scuole, ciascuna scuola procede autonomamente per le ore di rispettiva competenza”.

Ciò mi fa pensare che anche le relative sanzioni (per es. il rifiuto della proroga della seconda supplenza mentre è in corso la prima) siano “separate”. Pertanto, nel caso si abbandonasse uno dei due spezzoni ciò non dovrebbe avere ripercussioni sull’altro in corso.

Mi sento invece di escludere che tale possibilità possa esistere quando la supplenza è su cattedra esterna ovvero quando è un’unica scuola che conferisce l’incarico ovvero quando la scuola con maggior numero di ore prevede il completamento con altra scuola.

In questo caso, infatti, la supplenza (e il relativo contratto) è da intendersi “unica”.

Diverso potrebbe essere (ma siamo sempre nelle ipotesi) se il completamento orario (anche cattedra esterna) è su due diverse scuole (rientreremmo nel caso esposto all’inizio).

In questi casi è bene comunque che il docente (anche attraverso la scuola) senta l’Ufficio Scolastico di competenza.

Cosa che ti suggerisco di fare.

Si ricorda comunque che l’art. 8/4 dello stesso Regolamento delle supplenze afferma che “Le sanzioni di cui al comma 1 non si applicano o vengono revocate ove i previsti comportamenti sanzionabili siano dovuti a giustificati motivi suffragati da obiettiva documentazione da far pervenire alla scuola.”

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