Aspettativa per motivi di famiglia e possibilità di diniego

Valentina – Sono un’insegnante assunta a  tempo determinato fino al 30/6. Ho 3 bambini uno di 4 anni, uno di 2 anni e una  piccolina di 10 mesi. Sono in astensione facoltativa fino al 16/3, quando  terminerò i giorni di congedo. Per motivi familiari appunto, non posso  rientrare al lavoro perchè non ho più nessuno a cui affidare i bambini e la  possibilità del nido non è per me percorribile. Vorrei fare richiesta  dell’aspettativa ma leggo ovunque che la richiesta deve essere DOCUMENTATA. Ma  da che cosa? Non è sufficiente che elenchi le mie motivazioni? Secondo voi sono  motivazioni valide? In alternativa dovrei licenziarmi. E’  possibile? Vi ringrazio per la risposta. Cordialità.

Paolo Pizzo – Gentilissima Valentina,

se hai già fruito di tutto il congedo parentale a disposizione (6 mesi per ogni figlio fino al compimento dell’ottavo anno età [ti ricordo che anche i periodi di congedo non retribuiti sono computati nell’anzianità di servizio]), potrai richiedere l’aspettativa per motivi di famiglia.

L’art. 18, c. 1 del CCNL/2007 stabilisce che “l’aspettativa per motivi personali continua ad essere regolata dagli art. 69 e 70 del DPR n. 3/1957”

Ai sensi di tali artt. “L’impiegato  che  aspira  ad  ottenere  l’aspettativa per motivi di famiglia deve presentare motivata domanda al capo del servizio”…

E il dirigente può respingere la domanda o ritardarne l’accoglimento o ridurre la durata della aspettativa richiesta, esclusivamente “per motivi di servizio“, che vanno enunciati nel provvedimento.

Al dirigente non compete quindi la valutazione del motivo della richiesta.

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