Congedo parentale, malattia del bambino e riposi giornalieri: chiarimenti

Lucia – Sono un’insegnante di ruolo in servizio presso un ist.sup. Al rientro dal congedo parentale chiedo di fruire dei permessi per allattamento. Come conseguenza diretta mi viene prospettato il fatto che per quest’anno mio marito, anche lui docente, non potrà fruire di eventuali permessi per malattia del bambino, in quanto solo io potrei assentarmi per tale motivo. È così? Il secondo quesito riguarda il congedo parentale: trovandomi in congedo parentale facoltativo, ho chiesto l’interruzione per malattia del bambino,ma mi è stato detto che non vi avevo diritto. Poiché sul sito ho letto diversamente, potrei avere gentilmente i riferimenti normativi? Ringraziandovi per l’insostituibile lavoro, attendo fiduciosa. Grazie!

Paolo Pizzo – Gentilissima Lucia,

l’art. 47, commi 1 e 2, del D. Lgs. n. 151/2001 consente ad entrambi i genitori, alternativamente, di astenersi dal lavoro durante le malattie del figlio di età inferiore a otto anni, anche nel caso in cui l’altro genitore non abbia diritto.

Due sono le ipotesi:

  • Per malattia di ciascun figlio di età non superiore a tre anni, il diritto ad assentarsi è esteso fino al terzo anno di età del figlio, compreso il giorno del compimento del terzo anno di età, senza alcun limite di giorni;
  • Per malattia di ciascun figlio dal terzo anno di età e fino agli otto anni, compreso il giorno del compimento dell’ottavo anno di età, il diritto ad assentarsi è attribuito entro il limite individuale di 5 giorni lavorativi di assenza all’anno (per ogni anno di età del figlio). Il genitore non può usufruire, oltre ai giorni annui che gli spettano per la malattia del figlio, anche di quelli dell’altro genitore, in presenza di rinuncia.

Il diritto di assentarsi, per tutte e due le ipotesi sopra evidenziate, spetta a ciascun genitore anche qualora l’altro genitore non abbia diritto (può usufruirne anche il solo padre, qualora la madre non sia lavoratrice dipendente e viceversa o sia casalinga).

I genitori possono fruire del congedo solo alternativamente.

Non è ammessa in nessun caso la fruizione contemporanea per lo stesso figlio. Il principio dell’alternanza si applica soprattutto quando entrambi i genitori sono lavoratori dipendenti e potenzialmente entrambi potrebbero fruire dello stesso tipo di congedo.

Pertanto, tuo marito non potrebbe fruire della malattia bambino solo se quel determinato giorno sei tu a fruire dello stesso congedo (riferito ovviamente allo stesso figlio).

E viceversa.

Giova inoltre ricordare che la Circolare Inps N. 8 del 17.01.2003 afferma che la madre ha diritto ai riposi giornalieri di cui all’art. 10 della legge 1204/71 (ora art. 39 del T.U.) durante il congedo parentale del padre.

Non è, invece, possibile che il padre utilizzi i riposi di cui all’art. 13 della legge 53/2000 (ora art. 40 del T.U.) durante il congedo di maternità e/o parentale della madre, come pure nei casi in cui la madre non si avvale dei riposi in quanto assente dal lavoro per cause che determinano una sospensione del rapporto di lavoro (es.: aspettative o permessi non retribuiti, pause lavorative previste nei contratti a part-time verticale di tipo settimanale, mensile, annuale).

Pertanto, la stessa cosa è per la malattia bambino non ravvisandovi in tutto il Testo Unico il divieto per il padre di fruire della malattia bambino quando la madre fruisce dei riposi per allattamento.

La scuola, quindi, ti dovrebbe spiegare quale norma vieti tale fruizione.

2

Nella stessa circolare l’INPS afferma che l’assenza dal lavoro per cause (come il congedo parentale) legate non ad una “sospensione” del rapporto di lavoro ma ad una semplice inesigibilità della relativa prestazione lavorativa non configura, agli effetti erogativi della indennità di malattia, una sospensione del rapporto di lavoro.

Per quanto riguarda il diritto al congedo parentale, continua l’INPS, si precisa che anche i periodi di malattia indennizzati o indennizzabili, che si verifichino durante il congedo parentale, devono essere considerati neutri ai fini del complessivo periodo di congedo parentale spettante.

La scuola, dunque, all’atto della comunicazione del dipendente, essendo mutato il titolo dell’assenza, deve imputare l’assenza in malattia del figlio.

Terminata la malattia del figlio, il dipendente potrà continuare a fruire del congedo parentale che è stato solo “sospeso” dalla malattia del figlio e i giorni di congedo parentale non conteggiati a causa della malattia del figlio potranno anche essere fruiti dopo l’originaria data di scadenza del congedo parentale.

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