Allattamento e congedo parentale: chiarimenti per la madre che vive da sola

Maria– sono un’insegnante di italiano per stranieri presso Ctp. ho un bimbo di un anno e mezzo e vivo da sola. Essendo famiglia monogenitoriale e non avendo famigliari stretti che possono vivere con me, ho diritto alla precedenza dell’orario di lavoro oppure no?attualmente abbiamo poche ore al mattino e poche il pomeriggio, ma, puntualmente le anziane non sono d’accordo. cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Maria,

l’art. 39 del D. Lgs. n. 151/2001, per tutte le lavoratrici sia del settore privato che per il pubblico impiego, indipendentemente dalla tipologia del rapporto di lavoro, stabilisce che la madre, dopo aver fruito del congedo di maternità, ha diritto, fino al compimento del 1° anno di età del figlio (compreso il giorno del 1° compleanno) o entro il primo anno dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato, in base al proprio orario giornaliero di lavoro, a fruire di riposi giornalieri retribuiti:

  • Se la giornata di lavoro è pari o superiore a 6 ore il riposo sarà di 2 ore (anche cumulabili);
  • Se la giornata di lavoro è inferiore a 6 ore il riposo è di 1 ora.
  • I periodi di riposo sono di mezz’ora ciascuno quando la lavoratrice fruisca dell’asilo nido o di altra struttura idonea, istituiti dal datore di lavoro nell’unità produttiva o nelle immediate vicinanze di essa.

Dal momento che il bimbo ha già superato il primo anno di vita non hai diritto a tali riposi o ad altre “precedenze” sull’orario di lavoro.

Potrai invece fruire del congedo parentale:

la madre lavoratrice, trascorso il periodo previsto per il congedo di maternità (già astensione obbligatoria) dopo il parto, può fruire entro l’8° anno di età del bambino (e, cioè, fino al giorno, compreso, dell’8° compleanno) di un periodo di congedo parentale, continuativo o frazionato, non superiore a 6 mesi.

Il primo mese è retribuito al 100%, gli altri 5 al 30% (questi ultimi riducono le ferie e la tredicesima mensilità).

Inoltre, nel quesito affermi di vivere da sola. In alcuni casi il congedo parentale è elevato a 10 mesi. Non conoscendo però la tua situazione personale ti indico comunque quando è possibile:

Circa l’estensione, fino a 10 mesi, del periodo fruibile a titolo di congedo parentale, con circolare INPS n.8/2003 è stato precisato che l’ipotesi di “genitore solo” prevista dall’articolo 32 lettera c T.U., ricorre qualora si verifichi la morte dell’altro genitore, l’abbandono del figlio da parte del padre o della madre, oppure l’affidamento esclusivo ad un solo genitore.

Sul piano di interesse, il padre che intenda avvalersi del congedo di paternità oppure il “genitore solo” che richieda gli ulteriori mesi di congedo parentale è tenuto a produrre, unitamente alla domanda, la certificazione attestante la sussistenza di una delle predette situazioni che rendono possibile l’esercizio dei diritti in questione. Tale onere, com’è noto, può essere assolto dal genitore interessato attraverso specifica certificazione rilasciata dalla competente Amministrazione, oppure, ove non escluso, attraverso l’autocertificazione: dichiarazione sostitutiva di certificazione sottoscritta dal richiedente, se trattasi di stati, qualità personali e fatti elencati nell’art. 46 del DPR. 445/2000 (data e luogo di nascita, stato di famiglia, nascita del figlio, ecc.); dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà se trattasi di stati, qualità e fatti, non inclusi nell’elenco di cui al citato art. 46, ma che siano a diretta conoscenza dell’interessato (art. 47, DPR. 445/2000).

Si rileva, ad ogni buon conto, che la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà deve essere resa secondo quanto disposto dall’art. 38 del DPR 445/2000: è necessario, cioè, che la dichiarazione sia sottoscritta dal richiedente in presenza del dipendente addetto oppure sottoscritta e presentata unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore.

In particolare, riguardo alla documentazione da richiedere in relazione alla fruizione del congedo, si precisa quanto segue.

  • Nell’ipotesi di morte dell’altro genitore, il richiedente deve produrre il relativo certificato di morte. In luogo di tale certificato, l’interessato può sottoscrivere dichiarazione sostitutiva di certificazione, se trattasi del decesso del coniuge, ovvero, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, se trattasi di genitore non legato al richiedente da vincolo matrimoniale.
  • Riguardo all’ipotesi di “abbandono” del figlio da parte dell’altro genitore, occorre distinguere a seconda che questi abbia riconosciuto o meno il bambino; in particolare, in caso di mancato riconoscimento, il genitore interessato deve rendere dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante il mancato riconoscimento del figlio da parte dell’altro genitore; dalla predetta dichiarazione deve, altresì, risultare che il figlio è soggetto alla potestà del richiedente e non è in affidamento presso terzi.
  • In caso di abbandono successivo al riconoscimento, l’interessato, unitamente alla dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, deve presentare copia del provvedimento con il quale il giudice si è pronunciato in merito alla decadenza della potestà dell’altro genitore, ai sensi degli artt.330 e 333 Cod.Civ.; in attesa di tale provvedimento, può essere validamente presentata copia dell’istanza, inoltrata dal genitore interessato, diretta ad ottenere il provvedimento di cui sopra.
  • Nell’ipotesi di affidamento esclusivo del figlio, il genitore interessato è tenuto a presentare copia del provvedimento con il quale il giudice ha disposto l’affidamento stesso. Con particolare riguardo alla sentenza di separazione, la circostanza che il figlio venga “genericamente” affidato al padre o alla madre (ai sensi dell’art. 155 Cod. Civ.) non integra l’ipotesi dell’affidamento esclusivo; occorre, infatti, accertare che  l’affidamento sia disposto in favore di un “solo genitore” – nella fattispecie, il richiedente – secondo quanto disposto dall’art. 155 bis del Cod.Civ. (introdotto dalla L. 54/2006, c.d. legge sull’affidamento condiviso).
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