Scrutini: quando il docente assume il ruolo di presidente del consiglio di classe

Anna – Se il Dirigente delega un membro del Consiglio di classe a presiedere lo scrutinio finale, dovendo decidere della ammissione o non ammissione di un alunno alla classe successiva, in caso di parità di voto prevale il voto del presidente con grave pregiudizio della necessaria imparzialità di giudizio.  In altre parole viene meno il presupposto che a decidere sia un organo super partes e di garanzia, è possibile?

Paolo Pizzo – Gentilissima Anna,

si premette che il Dirigente Scolastico può delegare un docente del Consiglio di classe (di solito il coordinatore nominato tale ad inizio anno) a presiedere lo scrutinio intermedio o finale.

L’art. 77 del R.D. n. 653/1925 (modificato dall’art. 2 del R.D. n. 1929/2049) prescrive:

Alla fine dei due primi trimestri e al termine delle lezioni i consigli di classe si adunano sotto la presidenza del preside o di un suo delegato per l’assegnazione dei voti”.

L’art. 5/8 del DLgs 297/94 indica:

I consigli di intersezione, di interclasse e di classe sono presieduti rispettivamente dal direttore didattico e dal preside oppure da un docente, membro del consiglio, loro delegato.”

La delega è quindi prevista in via ordinaria.

Anche la Giurisprudenza ha recentemente confermato il caso, dando anche indicazione con quali modalità dev’essere effettuata la nomina:

Il TAR Lazio – Sez. III – bis- Sentenza n. 31634/2010ha precisato che Il dirigente scolastico può delegare la presidenza del Consiglio ad un Docente che faccia parte dello stesso Organo collegiale. La delega a presiedere il Consiglio deve risultare da provvedimento scritto (è sufficiente l’indicazione anche nell’atto di convocazione dell’Organo) e deve essere inserita a verbale”.

 Quanto poi alla votazione si precisa quanto segue:

In caso di deliberazioni da assumere a maggioranza non è ammessa l’astensione. Tutti i docenti devono votare compreso il presidente il cui voto prevale in caso di parità (art. 37/3 DLgs 297/94).

Il Presidente del Consiglio di classe non vota due volte ma, in caso di parità, il suo voto prevale.

Ciò vuol dire che in caso di parità di voti prevale la proposta a cui ha dato il voto il Presidente, senza però apportare alcuna modifica al numero dei voti assegnati a ciascuna proposta.

Es.: Consiglio di classe composto da 10 membri (compreso il Presidente) perché a tutti gli effetti membro del Consiglio).

Durante lo scrutinio intermedio il Consiglio deve procedere alla votazione per deliberare che sia alzato un voto ad un allievo, per es. da 5 a 6 in Matematica (o la promozione o meno se ci troviamo allo scrutinio finale).

Il risultato della votazione è di parità: 5 voti per il sì e 5 voti per il no.

  • Il Presidente ha votato sì, allora la decisione finale è sì prevalendo in caso di parità la scelta del Presidente (il voto passa a 6);
  • Il Presidente ha votato no, allora la decisione finale è no prevalendo in caso di parità la scelta del Presidente (il voto rimane 5).

Nel caso di specie quindi, il docente che sarà delegato dal dirigente assumerà a tutti gli effetti la presidenza del consiglio di classe rivestendo appunto il ruolo del presidente e come tale dovrà comportarsi.

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