Pensionamento “anticipato” per coloro che devono assistere un figlio o parente in situazioni particolari

Giuseppe – Sono un insegnante nato il 03.10.1955, che ha maturato, in base alla documentazione in mio possesso la seguente anzianità di servizio: dal 1.8.73 al 15.09.73 1 mese  12 giorni conto inps dall’1.11.1975 al 09.09.1979 3 anni  9 mesi   24 gg riscatto studi dal 10.9.79 al 9.9.1983  4 anni  gg pre ruolo dal 10.9.1983 al 31.08.201430 anni 11 mesi  22 gg ruolo TOTALE 38 anni 10 mesi  28 gg Da giugno 2010 a causa di un adeno carcinoma, invalido al 100% con L.104 art.3 comma 3, potrò al 31.12 2014 beneficiare dei 9 mesi di invalidità aggiuntiva al servizio prestato e dei 4 mesi figurativi da settembre a dicembre 2014, al fine di raggiungere un totale di    39 anni  11 mesi e 28 gg ?

Dopo quanto scritto, potrò in base all’art.11 bis della legge Fornero andare in pensione perchè raggiunti i 40 anni di servizio, oppure dovrò concorrere alla “lotteria” dei salvaguardati? Secondo il citato art. 11 bis posso godere delle regole ante fornero per andare in pensione anche se non ho maturato i 40 anni di servizio?Con quale eventuale penalità? Scusate se mi sono dilungato e complimenti per il servizio che fornite e per il tempo che dedicherete a questa mia.

FP – Gentile Docente,

in riferimento al suo quesito, mi permetto prima di tutto di evidenziare l’art. 11 bis del D.L. 102/2013:

Art. 11-bis.  (Modifica all’articolo 24 del decreto-legge 6  dicembre  2011,  n.201, in materia di trattamenti pensionistici).

All’articolo 24, comma 14, del decreto-legge 6 dicembre  2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre  2011, n. 214,  e  successive  modificazioni,  dopo  la  lettera  e-bis)  e’ aggiunta la seguente:
e-ter) ai lavoratori che, nel  corso  dell’anno  2011,  risultano essere in congedo ai sensi dell’articolo 42, comma 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001,  n.  151,  e  successive modificazioni, o aver fruito di permessi ai sensi  dell’articolo  33, comma  3,  della  legge  5  febbraio  1992,  n.  104,  e   successive modificazioni,  i  quali  perfezionino  i  requisiti   anagrafici   e contributivi  utili  a  comportare  la  decorrenza  del   trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente alla data di entrata  in vigore del presente decreto, entro il trentaseiesimo mese  successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto.  Il  trattamento pensionistico non può avere decorrenza anteriore al 1º gennaio 2014″

Pertanto, come si evince da quanto appena indicato, è stata introdotta una nuova possibilità di quiescenza per i lavoratori che:

1) nel corso del 2011 erano in permesso per dedicarsi all’assistenza di figli o altri familiari con handicap gravi;

2) maturano un’età anagrafica ed un’anzianità contributiva che permetta di conseguire la decorrenza del trattamento pensionistico, con le regole della normativa previgente, entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore della legge di riforma Fornero.

Resterebbero esclusi coloro che hanno usufruito dei suddetti permessi in quanto si trovavano in condizione di disabilità  grave ai sensi dell’art. 3, comma 3, L. 104/92.

Come può constatare, ho utilizzato il condizionale (resterebbero), visto che quanto appena affermato, è frutto  di una interpretazione personale, comunque supportata dai principali organi di stampa in materia pensionistica:

la volontà del legislatore, a mio avviso, è quella di dare una possibilità di pensionamento “anticipato”, per coloro che devono assistere un figlio o parente in situazioni particolari.

Pertanto, vista la sua anzianità contributiva al 31/12/2014, raggiunge nel 2017, all’età di 61 anni e 11 mesi,  i requisiti previsti  per il pensionamento anticipato ovvero di 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva, con una modestissima percentuale di penalizzazione (quasi 0,10%) , salvo eventuale pensione di inabilità ai sensi della L. 335/1995.

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