Quali permessi per un docente la cui moglie deve effettuare delle terapie?

Giovanni – sono precario nominato dal Provveditore per la scuola secondaria di 2 grado  fino al 30 giugno, ormai da dieci anni. Mia moglie, fra qualche giorno, deve cominciare un ciclo di chemioterapia per un tumore al seno. Ho diritto ad accompagnarla almeno la mattina della terapia? Grazie.

Paolo Pizzo  – Gentilissimo Giovanni,

a mio avviso puoi fruire dei 3 gg. retribuiti in caso di documentata grave infermità del coniuge in quanto ha una affezione di natura neoplastica.

L’art. 4, comma 1 della legge 53/2000

stabilisce che: “i lavoratori hanno diritto ad un permesso retribuito di tre giorni lavorativi all’anno in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge o di un parente entro il secondo grado o del convivente, purché la stabile convivenza risulti da certificazione anagrafica”.

Il D.M. n. 278/2000 (Regolamento recante disposizioni di attuazione dell’articolo 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, concernente congedi per eventi e cause particolari), all’art. 1 commi 1 e 2 precisa che:

La lavoratrice e il lavoratore, dipendenti di datori di lavoro pubblici o privati, hanno diritto a tre giorni complessivi di permesso retribuito all’anno in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge, anche legalmente separato, o di un parente entro il secondo grado, anche non convivente, o di un soggetto componente la famiglia anagrafica della lavoratrice o del lavoratore medesimi. Per fruire del permesso, l’interessato comunica previamente al datore di lavoro l’evento che dà titolo al permesso medesimo e i giorni nei quali esso sarà utilizzato. I giorni di permesso devono essere utilizzati entro sette giorni dal decesso o dall’accertamento dell’insorgenza della grave infermità o della necessità di provvedere a conseguenti specifici interventi terapeutici”.

Il comma 7 dell’art. 15 del CCNL/2007, afferma che “Il dipendente ha diritto, inoltre, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge.”

Fra questi si deve considerare il permesso previsto dall’art. 4, comma 1, della Legge 53/2000 citata.

Pertanto, i 3 giorni complessivi di permesso retribuito all’anno in caso di documentata grave infermità del coniuge, anche legalmente separato, o di un parente entro il secondo grado, anche non convivente, o di un soggetto componente la famiglia anagrafica della lavoratrice o del lavoratore medesimi, possono essere fruiti dal personale della scuola e si possono aggiungere (non sono quindi ad essi alternativi) ai 3 giorni di permesso per motivi personali e familiari (art. 15/2) o ai 6 giorni, per gli stessi motivi, non retribuiti per il personale a tempo determinato.

Per comprovare il diritto alla fruizione del permesso per grave infermità occorrerà presentare, entro 5 giorni dalla ripresa dell’attività lavorativa, idonea documentazione medica specialistica rilasciata dalle strutture ospedaliere e dalle AA.SS.LL., attestante le gravi patologie dei soggetti cui viene prestata assistenza (è idoneo a tal fine il certificato redatto dallo specialista da cui si riscontra sia la descrizione degli elementi costituenti la diagnosi clinica che la qualificazione medico legale in termini di grave infermità).

Non è ammessa l’autocertificazione.

Ti ricordo che oltre a questi 3 giorni retribuiti potrai poi fare riferimento all’art. 19 del CCNL comparto Scuola.

Tale art.  prevede al comma 1 che al personale assunto a tempo determinato, al personale di cui all’art. 3, comma 6, del D.P.R. n. 399 del 1988 e al personale non licenziabile di cui agli artt. 43 e 44 della legge 20 maggio 1982 n. 270, si applicano, nei limiti della durata del rapporto di lavoro, le disposizioni in materia di ferie, permessi ed assenze stabilite dal presente contratto per il personale assunto a tempo indeterminato, con le precisazioni di cui ai successivi commi.

Il comma 7 prevede che al personale assunto a tempo determinato sono attribuiti sei giorni di permessi non retribuiti per le stesse motivazioni previste dall’art. 15 comma 2 (motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione).

Pertanto, la fruizione dei giorni avviene come per il personale assunto a temo indeterminato: i permessi non possono essere negati dal dirigente e il docente può anche autocertificarli. Inoltre la fruizione dei giorni può avvenire anche in modo continuativo.

In questo caso i giorni non lavorati o festivi non dovranno essere ricompresi nell’assenza. Ricordiamo però che qualora fruiti i 6 giorni per motivi personali o familiari non sono retribuiti, riducono le ferie e interrompono la maturazione dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti (i giorni di assenza non sono pertanto utili ai fini del riconoscimento del punteggio nelle Graduatorie ad Permanenti/Esaurimento/Istituto e del versamento dei contributi).

Potrai inoltre fare richiesta di 6 giorni di ferie. La fruibilità dei predetti sei giorni è però subordinata alla possibilità di sostituire il personale che se ne avvale con altro personale in servizio nella stessa sede e, comunque, alla condizione che non vengano a determinarsi oneri aggiuntivi anche per l’eventuale corresponsione di compensi per ore eccedenti.

Esclusi i 6 giorni per motivi familiari e personali (non retribuiti) e degli eventuali 6 gg. di ferie (richiedibili alle condizioni sopra dette) potrai ricorrere all’aspettativa per motivi di famiglia (art. 18 del Contratto) con la precisazione che al pari dei permessi è non retribuita.

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