Abbandono della supplenza dopo le “scuse” del Dirigente di non avere i soldi per le supplenze

Greta – Perdonatemi l’immenso disturbo, indaffaratissimi come immagino sarete, ma,come ben sapete, confido profondamente nel vostro giudizio e nella vostra esperienza, pertanto vorrei sottoporvi una questione piuttosto delicata (e, mi auguro, d’interesse comune), relativa ad un¹eventuale ipotesi di licenziamento. Nello specifico, presso l¹Istituto presto il quale, quest¹A.S., presto servizio, siamo in parecchi ad accingerci a frequentare i PAS, e, nella maggior parte dei casi, secondo calendari molto divergenti gli uni dagli altri, considerata la diversa sede di studi assegnata a ciascuno. Il D.S., nonostante le buone intenzioni prefissatesi, nel corso dell¹ultimo Collegio Docenti tenutosi ieri, ha ammesso di non essere in grado di fronteggiare la situazione che già sta iniziando a delinearsi (troppi adeguamenti d¹orario, troppe supplenze senza remunerazione, causa tagli ingenti del Fondo d¹Istituto, e via di questo passo).

Come se ciò non bastasse, me e a diversi colleghi, sono state attribuite poche (se non, addirittura, zero) ore destinate al Diritto allo Studio, perciò, a fronte di simili circostanze, molti di noi (tra cui la sottoscritta) stanno contemplando, sebbene a malincuore, l¹ipotesi della rassegnazione delle dimissioni dal servizio, per sopraggiunta incompatibilità tra frequenza dei corsi accademici, e garanzia della docenza (anzi, di una buona docenza!). Ora, essendo tutti insegnanti a t.d., provenienti da IIIa Fascia di G.I., quali conseguenze (nel dettaglio, a breve e a lungo termine) comporterebbe una simile decisione per noi? Inoltre, potendo approfittare della Vostra cortese, nonché sempre puntuale consulenza, esisterebbe, eventualmente, qualche alternativa da sottoporre al D.S?  Potreste fugare in maniera definitiva i dubbi, non soltanto miei, ma di tanti altri colleghi di cui, con questa mail, mi faccio, in qualche modo, portavoce? Ringraziandovi in anticipo, come di consuetudine, per l’attenzione concessami, e in attesa di gentile cenno di riscontro da parte Vostra, Vi auguro buon lavoro, e una serena giornata! A presto.

Paolo Pizzo  – Gentilissima Greta,

premesso che il Dirigente dovrebbe sapere che la sostituzione di un docente assente non è pagata dal fondo di istituto quando si scorrono le graduatorie di istituto; che questa vecchia “scusa” non ha nessun fondamento giuridico (utilizzata solo per dire “non abbiamo soldi quindi non possiamo nominare un supplente”) e che speravamo di non sentire più, il riferimento per il caso in questione è l’art. 8/2 del DM 131/07 che recita:

“l’abbandono del servizio comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze, conferite sulla base delle graduatorie di circolo e di istituto, per tutte le graduatorie di insegnamento.”

Tale sanzione è valida solo per l’anno in corso.

Inoltre non avrete la possibilità di richiedere la disoccupazione.

Attenzione però al comma 4 dello stesso articolo: Le sanzioni di cui al comma 1 non si applicano o vengono revocate ove i previsti comportamenti sanzionabili siano dovuti a giustificati motivi suffragati da obiettiva documentazione da far pervenire alla scuola.

Ciò vuol dire che se l’abbandono è documentato e ritenuto giustificato non si applicano le sanzioni di cui sopra e il supplente può poi accettare altri incarichi.

Pertanto, se il Dirigente, a cui compete la valutazione di quanto contenuto in tale comma, ritiene che l’abbandono sia giustificato, l’abbandono stesso della supplenza sarà ritenuto “senza effetti”.

Tranne qualche altra “scusa” del Dirigente…

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