Congedo parentale per docenti a tempo determinato: chiarimenti

Alessandro – scrivo per avere un chiarimento in merito al congedo parentale.  Alcune informazioni utili le ho già avute leggendo il forum. Mi chiamo Alessandro e sono uno dei tanti aspiranti insegnanti iscritto nelle graduatorie di istituto.  Da Gennaio sono iscritto all’ A.I.R.E., ossia il registro degli italiani residenti all’estero, dal momento che vivo da qualche anno in Germania.  Inoltre nello stesso mese di Gennaio sono diventato padre. In Germania lavoro come “esperto” madrelingua italiana per due ore al giorno in una scuola pubblica tedesca con un contratto a “progetto” (l’equivalente tedesco, non mi vengono pagati contributi, ferie, etc.) In questi giorni sto ricevendo delle proposte di supplenza dagli istituti scolastici italiani.  Vorrei sapere se nella mia situazione posso usufruire del congedo parentale e in caso di risposta affermativa, se, qualora fossi l’assegnatario della supplenza, e’ obbligatorio che torni in Italia per prendere servizio, o se si può accettare la supplenza e contestualmente presentare la richiesta di congedo parentale. Grazie.

Carla – Sono un’ insegnante di scuola primaria con incarico annuale.  Poiché a breve mi scadono i tre mesi di allattamento, vorrei sapere se anche a  me, che sono a contratto a tempo determinato, spetta poter prendere il congedo  parentale e se si come devo muovermi con la scuola? Prima del congedo posso  prendere malattia mia o di mio figlio? In attesa di una risposta .Ti porgo cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissimi,

Potrete  fruire del congedo parentale  in quanto ai sensi di delll’art. 2, comma 1, lett. e) del T.U. 151/2001  i beneficiari delle disposizioni legislative in materia di tutela e di sostegno della maternità e della paternità sono la ”lavoratrice” o il “lavoratore”, salvo che non sia altrimenti specificato ovvero i dipendenti, compresi quelli con contratto di apprendistato, di amministrazioni pubbliche, di privati datori di lavoro nonché i soci lavoratori di cooperative.

L’art. 19/4 del Contratto Scuola, disciplinando ferie, permessi ed assenze del personale a tempo determinato esplicita che “al personale di cui al presente articolo si applicano le norme relative ai congedi parentali come disciplinati dall’art. 12”.

Tale art. 12/1, recita che “al personale dipendente si applicano le vigenti disposizioni in materia di tutela della maternità contenute nel D. Lgs n. 151/2001”.

Dunque, la disposizione legislativa e la normativa contrattuale non operano alcun discrimine per quanto riguarda il tipo di rapporto di lavoro,  ma assicurano al lavoratore sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, la possibilità di fruire dei benefici della disposizione in questione.

È da precisare però che solo il personale supplente (docente, educativo ed ATA di ogni ordine e grado) che si trovi in interdizione per gravi complicanze della gestazione o in congedo di maternità (già astensione obbligatoria) non è tenuto all’assunzione in servizio, a causa della sua particolare condizione protetta dalla legge.

Tale personale, senza alcun obbligo di presentarsi fisicamente a scuola per effettuare la presa di servizio, deve essere considerato in servizio dopo l’accettazione della nomina (con qualunque mezzo essa sia stata conferita: convocazioni dell’Ufficio Scolastico, telefono, fax, pec ecc.) e ha diritto al contratto per il periodo di assenza del titolare che sostituisce. Il contratto ha validità a tutti gli effetti (economici e giuridici).

Inoltre, ai sensi dell’art. 12/2 del Contratto Scuola il periodo di interdizione dal lavoro per gravi complicanze della gestazione e di congedo di maternità è da considerarsi servizio effettivamente prestato anche per quanto riguarda l’eventuale proroga dell’incarico di supplenza.

Tali tutele non sono invece previste se la lavoratrice madre e il lavoratore padre (parliamo sempre di personale supplente) fruiscono degli altri tipi di congedo previsti dal T.U. (es. congedo parentale/malattia del figlio).

Pertanto, nel caso di Alessandro, per poter fruire dei relativi benefici è necessario che si perfezioni fisicamente il rapporto di lavoro.

A tal proposito si precisa che ai sensi dell’art. 12 commi 7 e 8 del Contratto Scuola (art. 19 per il personale assunto a tempo determinato) ai fini della fruizione, anche frazionata, dei periodi di congedo parentale, la lavoratrice madre o il lavoratore padre presentano la relativa domanda, con l’indicazione della durata, all’ufficio di appartenenza di norma quindici giorni prima della data di decorrenza del periodo di astensione. La domanda può essere inviata anche per mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento purché sia assicurato comunque il rispetto del termine minimo di quindici giorni. Tale disciplina trova applicazione anche nel caso di proroga dell’originario periodo di congedo parentale.

In presenza di particolari e comprovate situazioni personali che rendano impossibile il rispetto della disciplina di cui sopra, la domanda può essere presentata entro le quarantotto ore precedenti l’inizio del periodo di astensione dal lavoro.

In ultimo, per Carla, di precisa che il congedo parentale può essere fruito prima o dopo del periodo di allattamento o di malattia del figlio senza necessità di riprendere servizio tra un’assenza e l’altra (l’importante, per il congedo parentale, è infatti solo rispettare i tempi di richiesta).

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